Colloquio motivazionale di successo

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Scritto da Paolo Fieni
 

Come potresti aver letto nel mio articolo sui differenti tipi di colloquio, esistono diverse tipologie di interviste di selezione di un candidato.

Ci sono colloqui che indagano le tue esperienze e qualifiche, colloqui le cui domande sono più tecniche, colloqui che hanno l’obiettivo di scoprire il comportamento del candidato sul posto di lavoro e colloqui che puntano a valutare la motivazione di un candidato.

Questi ultimi sono i colloqui motivazionali.

Durante un colloquio motivazionale, il selezionatore cerca di capire se sei motivato e in che modo, per assicurarsi che tu riesca a raggiungere gli obiettivi nel tuo lavoro e avere successo in azienda.

Il recruiter è interessato a scoprire se i fattori che ti motivano sono allineati agli obiettivi e alla visione della compagnia e al ruolo che, se fossi assunto, sarai chiamato a svolgere.

Le domande che indagano la tua motivazione sono un’ottima opportunità per te per conquistare il selezionatore e dimostrare che sei la persona giusta da inserire in azienda.

La motivazione è infatti un elemento essenziale che tutti i datori di lavoro cercano nel candidato da assumere.

E, talvolta, capita che il candidato identificato come quello giusto non sia il più competente e qualificato, ma quello più motivato.

Senza motivazione, il candidato non ha la giusta spinta per svolgere il lavoro nel modo migliore. E i datori di lavoro questo lo sanno bene.

Una delle domande più comuni di un colloquio di lavoro standard è proprio “Cosa la motiva?”, ma la realtà è che ci sono molteplici domande diverse, e meno esplicite, che mirano a conoscere da cosa e quanto sei motivato.

Questa domanda, così come altre, è ampia e aperta, il che può metterti in difficoltà nel rispondere.

Ci sono, infatti, tanti fattori che motivano una persona a dare il massimo sul posto di lavoro come, ad esempio: lo stipendio, poter fare la differenza, portare un contributo importante, ottenere buoni risultati, interagire con le persone, eccetera.

Quindi, qual è la risposta più corretta da dare? Come ci si prepara per un colloquio motivazionale?

E soprattutto, come puoi tu conquistare il selezionatore durante un’intervista di questo tipo?

INDICE

 

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Colloquio motivazionale: che cosa vuole sapere veramente il recruiter?

Quando il selezionatore fa domande riguardo alla tua motivazione, il suo obiettivo è quello di sapere che cosa ti appassione, che cosa ti da la spinta per agire.

Il recruiter vuole sapere che cosa guida il tuo successo nel lavoro. E soprattutto, vuole determinare se i tuoi fattori motivanti sono adeguati alla posizione offerta e alla cultura aziendale.

Per la persona che condurrà il colloquio motivazionale è importante comprendere se ciò che ti motiva è in linea con le responsabilità che avrai sul posto di lavoro.

Se, ad esempio, quello che più ti motiva è un contesto di lavoro dinamico, sfidante e sempre sorprendente, significa che un lavoro di routine come l’inserimento dei dati non è il più adatto a te.

Le tue risposte aiutano il recruiter a capire in quali circostanze tu ti senti più entusiasta, carico e determinato.

Infatti, una variante della domanda “Che cosa la motiva?” è proprio “Che cosa la appassiona?”, che permette al selezionatore di comprendere cosa ti rende appagato e realizzato nel tuo lavoro.

Parlare di quelle forze che ti motivano sul posto di lavoro è per il selezionatore una finestra sulla tua personalità e il tuo stile di lavoro, e questo gli/le consente di immaginare che persona sei e come ti comporterai come dipendente.

C’è infatti un’enorme differenza tra il candidato che è motivato dal costruire un team di lavoro efficace e vuole coltivare relazioni forti con i colleghi e il candidato che invece ama lavorare in modo indipendente e proporre nuovi progetti per migliorare le performance della compagnia.

Entrambi i candidati portano un grande valore all’azienda. Ma ognuno di loro è più adatto ad un contesto lavorativo piuttosto che ad un altro.

Il selezionatore, indagando la motivazione del candidato, è in grado di trovare quello più adeguato alla compagnia.

Come fare un colloquio motivazionale di successo

Durante un colloquio motivazionale dovrai cercare di mostrare al selezionatore che ciò che ti motiva sono proprio quegli elementi che troverai nel ruolo e nell’azienda per cui stai sostenendo l’intervista.

Devi dimostrare che non sei interessato al lavoro solo per lo stipendio, i benefit, i bonus, i premi.

Perché questi fattori, anche se importanti nella scelta di un lavoro, insinueranno il dubbio al recruiter sul fatto che tu non sia un candidato che sa automotivarsi.

Inoltre, il recruiter sarà portato a pensare che quando ci saranno momenti difficili, o se tu dovessi trovare una posizione più vantaggiosa dal punto di vista economico, scapperai senza pensarci due volte.

Come prepararti per rispondere efficacemente

Quando rispondi alle domande che volgono intorno alla tua motivazione non devi risultare costruito o inventare una storia toccante e commovente per dare prova della tua dedizione al lavoro.

Sii sincero e parla di tutti quegli aspetti che più ti accendono sul posto di lavoro.

La cosa migliore che puoi fare è condurre qualche ricerca sulla compagnia e sul ruolo proposto, prima di sostenere il colloquio motivazionale.

Meglio conosci gli obiettivi, la visione, la missione e la cultura dell’azienda, maggiori sono gli argomenti di cui puoi parlare per dimostrare al recruiter che sei il match perfetto per quella posizione.

È molto difficile pensare alla risposta migliore da dare al momento, dato che le domande sulla motivazione richiedono un minimo di autoriflessione.

Per prepararti a rispondere efficacemente, prima di sostenere il colloquio, pensa alle esperienze lavorative che hai fatto in passato, ai progetti a cui hai partecipato e a tutte le altri situazioni stimolanti in cui ti sei trovato.

Chiediti:

Cosa ha reso alcune giornate di lavoro migliori rispetto ad altre?

Prenditi un momento per riflettere sulla tua storia professionale e su ciò che ti ha reso appagato sul posto di lavoro. Identifica quegli elementi ricorrenti che hanno reso il lavoro migliore.

Ad esempio, potresti renderti conto che i momenti migliori nei tuoi ruoli precedenti sono stati quelli in cui dovevi raggiungere un obiettivo sfidante o risolvere un problema.

Se invece sei “nuovo” nel panorama lavorativo, puoi pensare a cosa ti ha motivato durante i tuoi stage, nei tuoi anni in università, o quando (e se) hai lavorato in posizioni di volontariato.

Cosa ti ha portato a scegliere la tua professione o questo settore?

Considera le ragioni che ti hanno spinto a dove sei ora, escludendo lo stipendio o altri benefit.

Potresti sentirti gratificato dal fatto di poter aiutare gli altri, dalla possibilità di sfruttare le tue doti creative, dall’idea di scoprire sempre cose nuove.

Pensa attentamente a quegli elementi che ti fanno provare soddisfazione per il lavoro che svolgi e ti fanno sentire realizzato.

Che cosa ti ha spinto a candidarti per questa posizione quando hai letto l’annuncio di lavoro?

Quando rileggerai l’annuncio di lavoro identifica quali sono i fattori che ti hanno persuaso a candidarti per quella posizione. Che cosa ti ha colpito del ruolo e ti ha convinto che era quello giusto per te?

Altre domande che puoi porre a te stesso per riflettere sulla tua motivazione sono:
Che cosa non vedevi l’ora di fare al lavoro?
Cosa ti rendeva entusiasta e ti faceva venire voglia di raccontarlo agli altri?

Che sia un meeting con un cliente, la consegna di un progetto importante prima della scadenza, l’apprendere una nuova competenza, o qualsiasi altra cosa, considera questi elementi quando strutturi le tue risposte.

Tieni a mente, però, che ogni cosa che dici durante il colloquio motivazionale dev’essere adattata all’azienda per la quale stai sostenendo il colloquio.

Devi pensare attentamente alla posizione offerta e assicurarti che le tue risposte creino un link tra te e i requisiti che la compagnia sta cercando nel candidato da assumere. Diversamente, non otterrai il posto di lavoro.

Se i tuoi interessi e le tue passioni personali possono aiutarti a dimostrare quanto sei motivato ed entusiasta per quel ruolo puoi parlare anche di quelli.

Ad esempio, se ti sei candidato per una posizione come produttore musicale, o insegnante di musica, puoi parlare di quanto ami suonare la chitarra, anche se non sei un professionista.

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Consigli per rispondere alle domande motivazionali

1) Tieni a mente il ruolo per cui stai sostenendo il colloquio

Quando prepari le tue risposte, crea un parallelo tra ciò che ti motiva e le skills e qualità più apprezzate per svolgere quel lavoro con successo.

Anche se sei motivato da diversi aspetti del lavoro, parla di quelli connessi alla posizione per la quale stai sostenendo il colloquio.

2) Considera la cultura aziendale

È imperativo che tu faccia ricerche sulla cultura aziendale della compagnia prima del tuo colloquio.

Potrai raccogliere informazioni importanti che ti permetteranno di conoscere l’ambiente lavorativo in azienda, i valori della compagnia, e quindi di parlarne di fronte al selezionatore.

3) Condividi esempi concreti

Il recruiter non può semplicemente fidarsi delle tue parole, ha bisogno di avere prova delle cose che dici. Il modo migliore per dimostrare che ciò di cui parli è vero, è raccontare episodi realmente accaduti in precedenza.

Parla dei progetti e dei compiti che ti hanno motivato di più a fare un buon lavoro.

Ad esempio, se dici al selezionatore che sei orientato ai risultati, parla di una situazione in cui hai fissato un obiettivo e lo hai raggiunto con successo.

Menziona circostanze che dimostrano come la tua motivazione, il tuo entusiasmo, la tua carica, hanno permesso all’azienda di raggiungere traguardi importanti.

Raccontare una storia riguardo ai risultati che hai raggiunto è sempre un ottimo modo per mostrare al recruiter i tuoi successi.

Questo dà al selezionatore la possibilità di vedere quanto valore puoi portare all’azienda.

4) Sii onesto

Rispondere costruendo una risposta finta, solo perché pensi che ti permetterà di ottenere il lavoro, non è la strada giusta per conquistare il selezionatore.

Il recruiter è abituato a riconoscere un candidato che sta mentendo.

Inoltre, ricorda che non è solo il datore di lavoro a fare una scelta, anche tu devi accertarti che il posto di lavoro sia quello più adatto a te.

Se menti dicendo che ti senti stimolato in contesti lavorativi dinamici, quando invece preferisci un ambiente di lavoro più tranquillo, potresti ritrovarti a fare un lavoro che ti mette sotto pressione e ti logora.

Per te sarebbe una trappola.

Quindi, sii sincero nelle tue risposte in modo da creare un vero match tra te e la compagnia che ti assumerà.

Errori da evitare

Durante un colloquio motivazionale è importante che tu faccia attenzione a non cadere in trappole che possono compromettere la tua candidatura. Ad esempio:

Non parlare solo di ciò che ti entusiasma: quando rispondi alle domande motivazionali metti il focus su come la tua motivazione ti aiuterà a portare un buon contributo all’azienda.

Evita di parlare solo di ciò che ti interessa, ma spiega come quello che ti entusiasma ti permetterà di raggiungere risultati importanti sul lavoro.

Non essere generico: le migliori risposte alle domande di un colloquio sono quelle brevi, precise e dirette. Le tue risposte devono essere chiare e mirate.

Per questo è necessario che tu sia preparato, che tu sappia esattamente cosa ti motiva e che lo condivida in modo preciso con il recruiter, così da non confonderlo/a con troppe informazioni.

Non menzionare elementi che possono metterti in cattiva luce: anche se cose come l’orario lavorativo, la retribuzione, i bonus, sono da tenere in considerazione nella scelta del lavoro, il selezionatore non vuole sapere che sei motivato solo da questi fattori.

Se comunichi che non provi gratificazione per quello che fai ma per ciò che ottieni, il recruiter comprenderà che non sei in grado di automotivarti ma che hai bisogno di ottenere sempre qualcosa in cambio per fare un buon lavoro.

Alcune possibili domande di un colloquio motivazionale

1) È un candidato che sa come automotivarsi?
2) In che modo può contribuire a quest’azienda?
3) Quale evento/situazione l’ha influenzata di più nella sua carriera?
4) Come riesce il suo capo a motivarla?
5) Quale esperienza professionale è stata la più rilevante per lei?

Per vedere le altre domande di un colloquio motivazionale clicca qui.

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