Personality Blueprint
La personalità è ciò che determina quanto sei pagato, come vengono accolte le tue idee, come ti percepiscono i tuoi colleghi, e fin dove puoi salire nella gerarchia aziendale.
Che tu lo voglia o no, la tua personalità influisce su ogni singola azione e interazione della tua vita professionale. È il filtro attraverso cui prendi decisioni, reagisci alla pressione, comunichi, rispondi ai cambiamenti e ti muovi nei conflitti.
Quasi tutto ciò che determina successi e fallimenti ha un denominatore comune, ovvero il modo in cui agisci nelle situazioni reali guidato dalla tua personalità. La personalità non è un fattore “astratto” o filosofico. È l’elemento silenzioso ma decisivo che determina:
- se verrai ascoltato o ignorato
- se verrai seguito o sopportato
- quanto sei efficace in riunione
- come reagisci quando qualcosa va storto
- quanta energia ti resta dopo una giornata intensa
- come interpreti le intenzioni degli altri
- cosa ti motiva davvero (e cosa ti esaurisce)
- quanto gli altri si fidano di te
- e sì… anche quanto vieni pagato
In un ambiente competitivo, dove tutti hanno competenze, esperienze e CV solidi, la differenza non la fa ciò che sai, ma chi sei mentre lo metti in pratica. Capire questo cambia tutto.
E Personality Blueprint fa esattamente questo: toglie il fumo dagli occhi, elimina le supposizioni, smonta i miti, e ti consegna una fotografia lucida e dettagliata di ciò che guida — spesso senza che tu te ne accorga — il tuo modo di vivere e lavorare.
Il problema è che quasi nessuno la conosce davvero, la propria personalità. Si conoscono le intenzioni. Si conoscono i valori dichiarati. Si conoscono i tratti che si vorrebbe avere. Ma non si conoscono:
- i pattern comportamentali ricorrenti,
- i bias decisionali,
- i trigger e le fragilità nascoste,
- i punti di forza non sfruttati,
- i meccanismi che provocano conflitti con certi tipi di persone,
- e i contesti in cui la tua energia mentale si accende oppure evapora.
Quando capisci davvero tutto ciò — non a livello teorico, ma con l’ausilio di strumenti concreti, misurabili, verificabili — accadono tre cose di enorme portata.
1. Cominci a vedere ciò che prima era invisibile
È come se qualcuno ti desse le lenti per leggere i meccanismi silenziosi che determinano dinamiche, tempi, collaborazioni, attriti. Non interpreti più i comportamenti degli altri come personali, ma come differenze di struttura e predisposizione. Mosso da questa consapevolezza, eviti errori, previeni conflitti, costruisci relazioni più efficaci.
2. Smetti di forzarti in ruoli, stili o comportamenti che non ti appartengono
In molti dirigenti c’è un dispendio enorme di energia non necessaria: sforzi costanti per essere “come ci si aspetta che siano”. Quando un manager capisce esattamente la propria struttura interna, comincia a capitalizzare su ciò che gli è naturale — e smette di consumarsi cercando di imitare modelli che funzionano per altri, non per lui. Da qui nasce un salto di performance immediato.
3. Prendi decisioni di carriera (e di leadership) più intelligenti e più lucide
Quando un senior manager capisce davvero la propria personalità, si rende conto che alcune situazioni professionali erano difficili non per mancanza di capacità, ma per disallineamento strutturale. E questo porta a scelte più rapide, più coerenti, più utili:
- ruoli in cui può rendere al massimo,
- persone con cui collaborare meglio,
- contesti da evitare,
- responsabilità da assumere o delegare,
- modi di comunicare più efficaci,
- comportamenti da correggere con precisione chirurgica.
Capire davvero chi sei cambia il gioco. È come passare dal navigare a vista, al farlo con radar, bussola e mappa. Perché smetti di dare la colpa al contesto, smetti di logorarti sul perché degli “attriti”, smetti di lottare con il tuo stesso modo di essere. E trasformi ciò che non sapevi di te, da freno interiore non riconosciuto a leva strategica.
Per un professionista senior, questa consapevolezza vale più di un master, più di un corso di leadership, più di mille feedback vaghi ed estemporanei. Perché non riguarda ciò che sai. Riguarda ciò che sei mentre fai ciò che sai.
Personality Blueprint è un assessment professionale fondato sul modello Big Five e sui suoi 10 tratti di personalità, l’unica struttura della personalità validata in modo massivo dalla psicologia accademica, clinica e sperimentale.
Il Big Five Aspect Model — sviluppato e perfezionato attraverso analisi fattoriali, campioni normativi molto ampi e verifiche statistiche rigorose — è il modello più validato nella ricerca psicologica ed è considerato il gold standard nello studio della personalità umana. È l’unico modello in grado di misurare tratti stabili, predittivi del comportamento reale e costanti nel tempo.
Parliamo dello stesso modello utilizzato:
- nei laboratori di ricerca delle principali università,
- negli studi clinici peer-reviewed,
- negli screening psicologici ad alta affidabilità,
- e in decenni di lavoro empirico su migliaia di individui.
Personality Blueprint applica questa base scientifica con la stessa precisione utilizzata nei contesti accademici, trasformandola in uno strumento chiaro, operativo e immediatamente utile per chi vive responsabilità professionali reali.
Questo test è diverso da tutti gli altri. La maggior parte dei test online è superficiale, generica o costruita per “far sentire tutti speciali”. Con Personality Blueprint non riceverai frasi vaghe, categorizzazioni fantasiose o profili lusinghieri che stanno bene addosso a chiunque.
Questo è un test che ti dice ciò che devi sapere, non ciò che vuoi sentirti dire. Le sue analisi sono costruite su:
- un questionario scientifico composto da 100 item rigorosamente validati, che misurano tratti stabili e predittivi del comportamento reale.
- un campione normativo di oltre 10.000 persone, utilizzato come base di confronto statistico dei risultati del tuo test,
- processi di scoring psicometrico identici a quelli utilizzati nelle pubblicazioni universitarie,
- una struttura a 10 tratti che permette di cogliere sfumature del comportamento impossibili da rilevare con modelli più superficiali,
- Analisi statistiche avanzate, operative e prive di bias, che producono report accurati su punti di forza e aree critiche, senza filtri.
Il risultato è un vero strumento strategico di crescita professionale: una mappa dettagliata della tua struttura psicologica, utile per comprendere come decidi, come comunichi, come guidi gli altri, come reagisci allo stress e quali dinamiche influenzano il tuo rendimento — nel bene e nel male.
In altre parole: non misura ciò che sembri, ma ciò che sei davvero. E questa è esattamente la conoscenza che può cambiare la traiettoria della tua carriera.
I test tradizionali non aiutano: anzi, complicano le cose. Probabilmente, negli anni, ti sarà capitato di fare qualche test: un test aziendale, un test online, un test “da coach”, o uno di quei quiz fatti per giocare. Se ti sono sembrati vaghi, generici, o poco utili, è perché lo sono davvero.
La maggior parte dei test di personalità:
- usa categorie fittizie, più poetiche che scientifiche,
- produce descrizioni che potrebbero adattarsi al 70% della popolazione,
- ti dice sempre qualcosa di positivo, per evitare reazioni negative,
- ignora le sfumature che contano davvero nel lavoro,
- si basa su scale non validate o campioni insignificanti,
- ti lascia con un “ok, interessante”… ma senza strumenti concreti.
In pratica, è come guardarsi ad uno specchio deformato: ti vedi, certo… ma non vedi tu.
Personality Blueprint, invece, fa esattamente l’opposto. Non ti lusinga, non ti addolcisce la pillola, Non ti racconta storie. Ti fornisce un’analisi chiara, diretta e misurabile dei 5 tratti fondamentali che definiscono il comportamento umano, e dei 10 aspetti specifici che li articolano. Il motivo per cui funziona è semplice:
- non parla in metafore,
- non ti assegna “archetipi” inesistenti,
- non si basa sulle mode che affliggono l’industria della formazione aziendale,
- combina i tratti per spiegare i tuoi pattern reali, non solo i punteggi.
Molti test di personalità — soprattutto quelli commerciali, da social o da HR “soft” — hanno un vizio nascosto: danno descrizioni che fanno sentire tutti bene. Il Big Five, invece, è un modello scientifico che non ha paura di mostrarti i tuoi lati scomodi.
Se sei poco disciplinato, lo dice; incline all’ansia, lo dice; impulsivo nelle decisioni, lo dice; eccessivamente critico, lo dice; resistente alle nuove idee, lo dice. E lo dice senza mezzi termini. Non edulcora nulla, non “smussa”, non trasforma un punto debole in un pregio mascherato. Dice la verità — misurata, spiegata, contestualizzata. La descrizione deriva da solide basi statistiche, non da intenzioni motivazionali.
Le descrizioni non sono “gentili” né “diplomatiche” poiché sono il risultato diretto del tuo punteggio confrontato con oltre 10.000 persone. Non c’è spazio per interpretazione o per compiacere il lettore. Il report ti dice: dove sei forte; dove sei fragile; cosa ti potenzia; cosa ti sabota; e perché accade.
E questo è un bene, perché un test serio non serve a massaggiarti l’ego, ma a migliorarti. E un manager o un professionista senior non ha bisogno di essere rassicurato. Ha bisogno di lucidità, autoconsapevolezza, capacità di correggere, e strumenti decisionali efficaci.
Ma i tratti di personalità non significano nulla se presi da soli. È il confronto con gli altri a rivelare ciò che conta davvero. E i percentili servono esattamente a questo — a mostrarti dove ti posizioni nella curva umana, se sei nella norma, all’estremo, o in un punto che cambia radicalmente il modo in cui lavori, reagisci e vieni percepito.
I percentili contano davvero, e ti dicono che nessun altro indicatore può dirti. Una delle parti più importanti — e più fraintese — di un test scientifico come il Big Five, infatti, è il sistema dei percentili. È attraverso questo valore che coloro che hanno sostenuto il test fanno un salto di qualità nella comprensione della propria personalità.
I punteggi assoluti dicono “quanto” sei alto o basso in un tratto. Ma i percentili ti dicono cosa significa quel punteggio nella vita reale. Perché la personalità non è un valore assoluto. È una posizione all’interno della distribuzione umana. E tu puoi capire davvero chi sei — e come funzionerai nel mondo del lavoro — solo se sai dove ti trovi rispetto agli altri.
In sintesi: i percentili non dicono che un tratto è “buono” o “cattivo”. Mostrano quanto è forte quella tua predisposizione rispetto agli altri — e quindi quanto sarà probabile che produca effetti: molto potenti, se il tuo livello è estremo; moderati, se sei vicino alla media; critici, se ti trovi all’opposto della distribuzione in un contesto che richiede l’esatto contrario.
E il report traduce tutto questo in conseguenze pratiche, spiegate senza giudizio ma con precisione.
1. I percentili ti dicono subito se la tua caratteristica è rara, comune o estremamente atipica
Dire “hai un punteggio 72 in estroversione” non dice molto. Dire “sei al 95° percentile” invece cambia radicalmente la comprensione: significa che sei più estroverso del 95% della popolazione; che il tuo comportamento è molto sopra la media; che certe dinamiche sociali per te saranno naturali, mentre per molti altri no. Collocarsi ad un certo percentile in qualcosa non è un giudizio: è una informazione preziosa.
2. I percentili rendono prevedibile il tuo comportamento in ambienti diversi
Un tratto diventa interessante quando puoi prevedere come funzionerai. Sapere ad esempio che sei al 70° percentile di “orderliness” (ordine, struttura, precisione) significa affermare con cognizione di causa che: ti troverai benissimo in ruoli organizzativi; andrai in sofferenza in contesti troppo caotici; percepirai alcuni colleghi come “superficiali”; potrai essere percepito tu come “rigido”.
3. I percentili ti mostrano cosa è o non è “normale per te”
Molti professionisti interpretano i propri comportamenti come scelte personali. In realtà sono spesso predisposizioni statistiche. Ad esempio:
se sei al 10° percentile in assertività, non è questione di “non essere coraggioso”: è la tua struttura naturale; se sei al 90° percentile in volubilità emotiva, non è “che sei troppo sensibile”: è una predisposizione biologico-psicologica che si attiva sotto stress. Sapere questo porta una cosa potentissima: smetti di giudicarti. Cominci finalmente a capire chi sei davvero.
4. I percentili ti mostrano quando un tratto smette di essere un vantaggio
Ogni tratto ha un costo e un beneficio. Ma il costo dipende da quanto il tratto è estremo rispetto alla popolazione. I percentili ti mostrano se sei vicino alla media (e quindi con effetti moderati), oppure se ti trovi in una zona molto alta o molto bassa… dove le conseguenze di tale posizionamento diventano più marcate.
Prendiamo un esempio concreto: essere al 98° percentile in “industriousness” (operosità). Non significa semplicemente “sei molto diligente”. Significa che hai una predisposizione significativamente più elevata rispetto al 98% delle persone, con una serie di effetti reali — che possono essere estremamente utili oppure dannosi, a seconda del contesto.
Il report di Personality Blueprint lo spiega chiaramente in entrambi i sensi. Cosa comporta in positivo: elevatissima spinta al risultato; capacità di lavorare a lungo senza cali; forte concentrazione sugli obiettivi; affidabilità percepita molto alta. Cosa comporta in negativo: tendenza a sovraccaricarti; difficoltà a delegare; rischio di burnout se il contesto è caotico; aspettative molto alte verso chi lavora con te (che può non tenere il ritmo); fatica a “staccare” mentalmente.
5. I percentili ti permettono di interpretare i comportamenti degli altri con precisione chirurgica
Solo quando capisci dove ti trovi tu nella curva, riesci a interpretare correttamente chi è diverso da te. Per esempio: se sei al 90° percentile in estroversione e lavori con qualcuno che è al 10° percentile, non è che “non vi prendete”: state parlando due lingue sociali diverse. Conoscere queste differenze trasforma: i conflitti in comprensione; le incomprensioni in dialogo; i team disfunzionali in team complementari.
6. I percentili permettono di delineare una vera strategia di carriera
Le preferenze lavorative non sono un mistero insondabile. Alcuni ruoli richiedono alta coscienziosità. Altri alta apertura mentale. Altri ancora stabilità emotiva o grande resilienza. È la differenza tra una carriera che fluisce e una che stanca. Sapere dove ti trovi tu permette di:
- scegliere ruoli in cui eccellerai,
- evitare contesti che ti consumeranno,
- capire quando un avanzamento è allineato… o no,
- costruire un percorso basato su predisposizioni, non su forzature.
7. I percentili ti aiutano a comunicare te stesso con precisione (finalmente)
Dire “sono estroverso” o “sono analitico” non serve a molto. Dire o quanto meno sapere che: “sono sopra il 70° percentile in assertività, sotto il 30° in entusiasmo”; “sono molto alto nella stabilità emotiva ma basso nella volatilità”; “sono nel 15° percentile in apertura ma nel 75° in ordine”, significa bassare la propria comunicazione su dati e “auto valutazioni” misurabili, credibili, non auto-referenziali.
Un assessment basato su percentili reali e un campione normativo serio è infinitamente più utile di qualsiasi profilo “a colori”, etichetta, definizione o archetipo. Questo test non è un gioco psicologico. Non è un passatempo. Non è un esercizio di vanità. È uno strumento di lavoro. Di quelli che cambiano il modo in cui interpreti e gestisci la tua carriera.

Paolo Fieni è career mentor, autore, speaker, ed imprenditore nel settore HR-Tech. È founder di CVPLUS®, e leading coach in tutti i programmi di training e career empowerment da essa prodotti.
Ha fatto consulenza e coaching a centinaia di manager ed executive di PMI e grandi aziende (es. Luxottica, Ferrero, LVMH, SAP, Intesa Sanpaolo, Enel, Pirelli, Leonardo, Assicurazioni Generali, IBM), società di consulenza (es. Deloitte, EY, PwC, KPMG), enti (es. INFN, Università dell’Aquila), ed è stato ospite in media nazionali (es. Radio Monte Carlo).
Si è laureato in Sociologia presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca, ha frequentato il Master in Direzione del Personale dell’Università Cattolica di Milano, e si forma costantemente presso i più importanti esponenti internazionali in tema di performance excellence e career success.
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