Colloquio di lavoro (la guida completa 2023)

Scritto da Paolo Fieni 

Benvenuto nella guida ufficiale di CVPLUS sul colloquio di lavoro, aggiornata al 2023! In questa guida troverai tutte le informazioni più importanti sul colloquio che ti aiuteranno ad affrontare con successo le tue prossime interviste di lavoro.

Per sostenere un colloquio efficace è fondamentale che tu sappia cosa aspettarti, che tu sia preparato a rispondere alle domande del recruiter, che tu sia pronto a fare le giuste domande e, inoltre, che tu faccia attenzione ai dettagli.

I selezionatori osservano e valutano anche gli aspetti che ti sembrano più insignificanti. Li tratteremo in questa guida. Preparati a conquistare il recruiter e ad aumentare le tue chance di essere assunto per il lavoro dei tuoi sogni!

Indice delle macro-sezioni

  1. Tipologie di colloquio
  2. Come sostenere un colloquio di successo
  3. Le domande del colloquio
  4. Le domande da fare al selezionatore
  5. Dopo il colloquio
  6. Altre informazioni utili sul colloquio
  7. (Bonus) Video-corso gratuito “Come rispondere alle domande del colloquio e conquistare il selezionatore”

    Ma prima, chi sono...

    Sono Paolo Fieni, e da oltre 10 anni insegno ai candidati più ambiziosi come si scrivono CV che ottengono più colloqui, come si affrontano con successo i colloqui di lavoro, e come si fa carriera in modo etico e professionale.

    Se vuoi affrontare con sicurezza granitica ogni tipo di colloquio e di selezionatore, e vuoi smettere di essere penalizzato nonostante ti senta un buon candidato, ti consiglio di guardare subito il mio webinar gratuito in cui rivelo il metodo – che insegno da anni ai candidati più ambiziosi – per rispondere con successo a tutte le domande del colloquio e conquistare il selezionatore.

    Ho un approccio controverso alle HR, perché sono allergico a tutto ciò che non è concreto, pratico, utilizzabile. Quello che insegno non si basa su teorie, mode, argomenti di tendenza, ma sui risultati osservati.

    Sono abituato a lavorare con chi è determinato ad ottenere "di più" e non si piange addosso nei momenti bassi. Se non sei affamato e non pensi di valere, non contattarmi.

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    1. TIPOLOGIE DI COLLOQUIO

    Una panoramica sulle diverse tipologie di colloquio

    Il selezionatore può decidere di condurre diverse tipologie di colloquio di lavoro.

    I colloqui di lavoro sono diversi a seconda della posizione per la quale ti candidi, della necessità del datore di lavoro, della distanza tra te e il tuo potenziale luogo di lavoro.

    In ogni colloquio l’obiettivo del selezionatore è solo uno: capire se sei un buon match per la posizione di lavoro offerta.

    Tuttavia, ci sono differenti modalità con cui il recruiter ti può valutare.

    Le interviste di lavoro si dividono in due categorie: le interviste screening e quelle di selezione o assunzione.

    Le interviste screening servono per fare un primo lavoro di scrematura dei candidati. Solitamente sono veloci, efficienti e dirette.

    Esempi di interviste screening sono: il colloquio telefonico, il colloquio a computer – che può includere una serie di domande a risposta multipla oppure il semplice invio del curriculum – e il video colloquio (ovvero, il colloquio via Skype, Facetime o Whatsapp).

    Oggigiorno, alcune delle modalità di intervista screening sono utilizzate come colloqui di selezione a tutti gli effetti, dato che consentono un risparmio di tempo e soldi e il lavoro da remoto è sempre più diffuso.

    Le interviste di selezione servono per valutare il carattere del candidato, la sua intelligenza, le sue competenze, la sua motivazione e attitudine, e determinare se è la persona ideale da inserire in azienda.

    Leggi di seguito quali sono i diversi tipi di colloquio e come affrontarli.

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    Colloquio via Skype (video colloquio)

    L’obiettivo di un colloquio via Skype non è diverso da quello di un colloquio tradizionale.

    Il selezionatore vuole conoscere meglio te, la tua storia, il tuo background professionale e farsi un’idea delle performance che avrai se verrai assunto per quel posto di lavoro.

    Anche se il colloquio via Skype può sembrarti meno formale rispetto a quello tradizionale, non devi sottovalutarlo.

    Fare una buona impressione attraverso lo schermo non è sempre facile. Dovrai comunicare al recruiter che sei il candidato ideale non solo attraverso le tue risposte e le cose che dirai, ma anche con il tuo atteggiamento.

    Durante un colloquio via Skype devi tenere in considerazione una serie di elementi importanti che ti aiuteranno conquistare il tuo interlocutore, come ad esempio: la tua partecipazione alla conversazione, la tua attenzione, le domande che fai, il tuo abbigliamento, il tuo modo di stare di fronte alla telecamera.

    Per sapere come prepararti e come comportarti in questo colloquio, leggi l’articolo completo qui.

    Da sapere: Le domande che il selezionatore ti fa non sono le vere domande a cui lui vuole dare risposta. Partecipa ora al mio webinar gratuito sui 3 falsi miti sul colloquio che stanno compromettendo i tuoi colloqui. [clicca qui]


    Colloquio telefonico

    Un’altra tipologia di colloquio utilizzata per fare una prima scrematura dei candidati è il colloquio telefonico.

    Il colloquio telefonico è un’opportunità per il selezionatore di fare quattro chiacchiere con te, testare il tuo interesse per la posizione offerta e capire se potresti essere tu il candidato da inserire nel team.

    Negli ultimi tempi il colloquio telefonico è stato sempre più utilizzato, anche a sostituzione di un primo colloquio conoscitivo.

    Se la posizione offerta prevede il lavoro in remoto, il colloquio telefonico potrebbe essere l’unica intervista effettuata dall’azienda.

    Un colloquio telefonico può aumentare o compromettere le tue chance di essere assunto, per questo non va preso sotto gamba. Continua a leggere qui per prepararti al meglio ad affrontare questo colloquio.

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    Colloquio conoscitivo

    Il primo colloquio di lavoro, o colloquio conoscitivo, è un colloquio tradizionale in cui il candidato incontra il selezionatore, oppure il manager, o datore di lavoro, di persona.

    Durante il colloquio conoscitivo è indispensabile valorizzare le proprie competenze professionali e abilità.

    Il selezionatore, o la persona che condurrà il colloquio, cercherà di indagare su chi sei, sulle tue esperienze passate, sulla tua motivazione, per capire se possiedi i requisiti essenziali per svolgere il ruolo proposto.

    Quando ti troverai faccia a faccia con il recruiter dovrai giocarti al meglio le tue carte e rispondere efficacemente alle domande che ti vengono fatte.

    Non solo, dovrai anche formulare le giuste domande al selezionatore, per sciogliere i tuoi dubbi e per dimostrare il tuo forte interesse nei confronti della posizione.

    Alla fine di questo colloquio, solitamente, sia il candidato che il selezionatore hanno un’idea se il ruolo può fare al caso suo o no.

    Scopri come prepararti, comportarti e rispondere efficacemente alle domande del colloquio conoscitivo qui.

    Da sapere: Quando sovrascrivi i paradigmi sbagliati sul colloquio che si annidano nella tua mente, semplicemente, i tuoi comportamenti cambiano e disponi finalmente delle basi per sostenere colloqui di successo. Partecipa ora al mio webinar gratuito sui 3 falsi miti sul colloquio che stanno compromettendo i tuoi colloqui. [clicca qui]


    Secondo colloquio di lavoro

    La prima impressione è molto importante ma la seconda, a volte, può essere quella decisiva.

    Anche se è molto positivo che il recruiter ti abbia contattato per sostenere il secondo colloquio, non pensare di avere già il posto assicurato.

    Dovrai infatti mostrare nuovamente tutta la tua professionalità e le tue capacità, spiegando con più dettagli e in maniera approfondita cosa ti distingue dagli altri candidati.

    Preparati alla possibilità di incontrare una o più persone nuove che accompagnano il selezionatore (magari il datore di lavoro, un manager o un responsabile), preparati al fatto che ti vengano fatte domande più specifiche sulle tue competenze, e non dimenticare di rivolgere anche tu qualche domanda alle persone che saranno presenti.

    Per conoscere come prepararti ad un secondo colloquio di lavoro, e aumentare le tue chance di ottenere la proposta, continua a leggere qui.

    Da sapere: L’essere un buon candidato aumenta le tue probabilità di superare il colloquio? No. La verità è che il successo di un candidato non è determinato dalle sue esperienze, competenze o titoli. Partecipa ora al mio webinar gratuito sui 3 falsi miti sul colloquio che stanno compromettendo i tuoi colloqui. [clicca qui]


    Terzo colloquio di lavoro

    Il terzo colloquio non è sempre necessario: solitamente viene condotto per quelle posizioni che richiedono un profilo altamente specializzato e competente.

    In molti casi, il terzo colloquio coincide con quello finale. Non dovrai però sottovalutare la sua importanza e abbassare la guardia.

    Durante il terzo colloquio, ti interfaccerai con diversi interlocutori e ti verranno spiegate le caratteristiche della posizione in cui potresti essere inserito.

    Il terzo colloquio di lavoro coinvolge una cerchia molto ristretta di candidati tra i quali è difficile decidere. Per questo, dovrai distinguerti, essere professionale, mostrare i tuoi valori, la tua motivazione, le tue capacità e parlare del contributo che puoi portare all’azienda.

    Durante un terzo colloquio, è probabile che avrai occasione di parlare di dettagli importanti come la retribuzione, i bonus o benefit dell’azienda, l’orario di lavoro e le reciproche aspettative tue e dei tuoi superiori.

    Per sapere come affrontare questo colloquio, quali domande aspettarti e quali errori evitare, leggi l’articolo completo.

    Da sapere: Nei primi 3 minuti del colloquio, circa ¾ dei candidati falliscono: 3 su 4 vengono etichettati come candidati di serie B. Partecipa ora al mio webinar gratuito sui 3 falsi miti sul colloquio che stanno compromettendo i tuoi colloqui. [clicca qui]


    Colloquio di gruppo

    Nel colloquio di gruppo, il selezionatore intervista allo stesso tempo un gruppo di candidati per la stessa posizione offerta.

    Il risultato è che il recruiter acquisisce maggiore consapevolezza rispetto alle potenzialità di leadership, persuasione e attitudine dei diversi candidati.

    Questa intervista punta, inoltre, a scoprire se sei una persona che riesce a collaborare con gli altri e hai la giusta maturità per stare in team.

    Il colloquio di gruppo rappresenta una sfida. Hai un duplice obiettivo da conseguire: da un lato, dimostrare al recruiter che sai lavorare efficacemente con un gruppo di persone, dall’altro, mettere in risalto le tue doti di leadership e i punti di forza che ti distinguono da tutti gli altri candidati.

    Leggi l’articolo dedicato per sapere cosa sarai chiamato a fare in un colloquio di gruppo e come fare in modo che il selezionatore si ricordi di te.

    Da sapere: Molti candidati considerano veri dei miti sul colloquio che in realtà sono falsi. Per questo, durante l’intervista dicono e fanno cose che li danneggiano. Partecipa ora al mio webinar gratuito sui 3 falsi miti sul colloquio che stanno compromettendo i tuoi colloqui. [clicca qui]


    Colloquio attitudinale

    Moltissime aziende adottano sempre più frequentemente il colloquio attitudinale per valutare i candidati.

    Il colloquio attitudinale ha lo scopo di comprendere che tipo di atteggiamento adotti in diverse circostanze sul posto di lavoro.

    A seconda delle responsabilità richieste dal ruolo offerto e le condizioni lavorative, il selezionatore potrebbe farti una serie di domande su una situazione da risolvere che richiede particolari skills: problem solving, adattabilità, leadership, multi-tasking, iniziativa, gestione dello stress e dei conflitti.

    Il selezionatore vuole sapere in che modo puoi gestire queste situazioni. Le tue risposte suggeriscono al recruiter quali saranno le tue performance future se verrai assunto.

    Scopri come affrontare e rispondere correttamente alle domande di un colloquio attitudinale qui.

    Da sapere: Molti candidati superano la selezione non perché sono i più qualificati, ma perché possiedono un “sistema” che permette loro di "vendere" se stessi. Partecipa ora al mio webinar gratuito sui 3 falsi miti sul colloquio che stanno compromettendo i tuoi colloqui. [clicca qui]


    Colloquio tecnico

    Il colloquio tecnico è un tipo di intervista di selezione cha ha l’obiettivo di valutare le tue skills e le tue competenze tecniche.

    Il colloquio tecnico varia enormemente a seconda della posizione per cui ti stai candidando e i requisiti richiesti dal ruolo.

    Il selezionatore ti farà domande per conoscere la tua formazione, le tue qualifiche, le tue certificazione e in che modo le hai ottenute, le tue capacità e le esperienza che hanno contribuito a formarle.

    Inoltre, ti porrà domande per mettere alla prova le competenze che vanti.

    Alcune domande del colloquio tecnico saranno incentrate meno sulle tue conoscenze e più sul modo in cui ragioni e trovi soluzioni applicabili.

    Queste domande sono fatte per valutare la tua abilità di problem solving o la capacità di ragionamento su numeri e variabili.

    Per sapere a quali domande dovrai prepararti e come fare un colloquio tecnico di successo, continua a leggere l’articolo completo.

    Da sapere: Per capire come guadagnarti la fiducia del selezionatore e distinguerti dagli altri (senza renderti ridicolo, viscido o poco credibile) devi capire come funziona la sua mente. Partecipa ora al mio webinar gratuito sui 3 falsi miti sul colloquio che stanno compromettendo i tuoi colloqui. [clicca qui]


    Colloquio motivazionale

    Il colloquio motivazionale serve al recruiter per capire se sei un candidato motivato a svolgere il lavoro che sarai chiamato a fare se verrai assunto.

    Il selezionatore ti farà una serie di domande – dirette o indirette – per capire che cosa ti entusiasma e ti appassiona del lavoro, in questo modo, riuscirà a farsi un’idea sulle tue future performance.

    Per rispondere alle domande sulla tua motivazione, affermare che sei motivato non è sufficiente, dovrai dare prova di quello che dici.

    Inoltre, dovrai dimostrare al recruiter che la motivazione che ti guida è quella giusta per svolgere efficacemente il tuo ruolo.

    Per il datore di lavoro la motivazione è fondamentale perché consente ai dipendenti di svolgere il ruolo al meglio andando oltre le aspettative.

    Per questo, quando affronterai il colloquio motivazionale dovrai persuadere il recruiter che la tua motivazione è forte e ti permetterà di portare risultati importanti in azienda.

    Cosa dovrai fare? Leggi questo articolo per prepararti e avere successo.

    Da sapere: L’essere bravo nel tuo lavoro, o l’essere una brava persona, non ti aiuteranno a superare la selezione. Partecipa ora al mio webinar gratuito sui 3 falsi miti sul colloquio che stanno compromettendo i tuoi colloqui. [clicca qui]


    Colloquio finale

    L’intervista finale è l’ultimo step del processo di selezione, l’ultimo colloquio prima di sapere se ti verrà fatta o meno la proposta di lavoro.

    Questo tipo di intervista è solitamente condotta dal CEO, dal manager o dai responsabili dell’azienda.

    La chiave per sostenere un eccellente colloquio finale è quella di non rilassarsi.

    Devi prendere questa intervista tanto seriamente come quelle precedenti – solo perché ti hanno chiamato per un ultimo incontro non significa che otterrai sicuramente il lavoro.

    Durante un colloquio finale potresti anche ricevere l’offerta di lavoro, per questo, dovrai essere pronto e sapere come comportarti per discutere dettagli importanti della tua posizione.

    Leggi qui per prepararti a sostenere il colloquio finale.

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    2. COME SOSTENERE UN COLLOQUIO DI SUCCESSO

    Come fare un colloquio perfetto

    Il colloquio di lavoro è un momento di grande tensione per il candidato. Qual è il modo per affrontarlo con la giusta calma e sicurezza? Molto consiste nel sapere cosa aspettarsi dal colloquio e prepararsi per rispondere efficacemente alle domande del selezionatore. Ma c’è di più.

    Il recruiter non ti valuterà solo in base alle risposte che darai, farà attenzione anche al tuo modo di comportarti durante il colloquio, e anche dopo questo. Se vuoi distinguerti dagli altri candidati, non dovrai lasciare niente al caso.

    Scopri che cosa dovrai fare prima, durante e dopo la tua intervista per sostenere un colloquio perfetto e aumentare le tue chance di essere assunto. Leggi l’articolo completo cliccando qui.

    Da sapere: Sono pochi i candidati che capiscono che per ottenere risultati diversi nei colloqui, devono cambiare il modo in cui affrontano il selezionatore. Partecipa ora al mio webinar gratuito sui 3 falsi miti sul colloquio che stanno compromettendo i tuoi colloqui. [clicca qui]


    Come fare bella figura ad un colloquio

    Per fare bella figura ad un colloquio di lavoro non basta preparare le risposte giuste alle domande del selezionatore.

    Il tuo atteggiamento, insieme al tuo modo di rispondere, farà la differenza e ti farà risaltare rispetto agli altri candidati.

    Alcuni recruiter affermano che già durante i primi 30 secondi di un colloquio riescono a capire se il candidato ha qualche possibilità di essere assunto.

    Ma la realtà è che se vuoi conquistare il selezionatore dovrai essere impeccabile dal momento in cui incontrerai il recruiter fino a che non ti congederai.

    La puntualità, l’entusiasmo e risposte “corrette” non fanno di te il candidato ideale. Che cosa fa davvero la differenza?

    Leggi l’articolo completo per conoscere i 19 consigli da mettere in pratica per fare una bella figura ad un colloquio di lavoro.

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    Cosa fare e cosa non fare durante un colloquio di lavoro

    Uno degli aspetti che il selezionatore apprezza di più in un candidato è la sua attenzione ai dettagli.

    Molti candidati si concentrano sul dare al recruiter risposte preconfezionate, scordandosi di prestare la giusta attenzione a particolari altrettanto importanti.

    Durante un colloquio di lavoro le probabilità di commettere qualche errore, come non preparare le giuste domande da fare o non aver fatto ricerche sull’azienda, sono dietro l’angolo.

    Leggi questo articolo per sapere esattamente cosa fare e cosa non fare ad un’intervista di lavoro.

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    Cosa dire ad un colloquio di lavoro

    In un contesto come il colloquio di lavoro, le gaffe possono costarti numerose opportunità. La maggior parte degli errori che i candidati commettono derivano dalle cose che escono dalla loro bocca.

    Durante un colloquio di lavoro, sarai valutato a 360 gradi. Tra le cose che non dovrai scordare di menzionare ci sono: i ringraziamenti al selezionatore, le ricerche che hai condotto sull’azienda, i dettagli che vuoi conoscere sul ruolo e la compagnia.

    Mentre tra le cose a cui dovrai prestare attenzione durante il colloquio, ci sono:

    • la retribuzione: non dovrai parlare dello stipendio come tuo stimolo per lavorare bene;
    • le esperienze negative sul posto di lavoro e con i colleghi: dovrai evitare di indicare di sparlare delle tue esperienze precedenti e delle persone con cui hai lavorato.

    Questi sono solo 2 dei 10 comuni errori che i candidati commettono. Se vuoi sapere esattamente cosa dire e cosa non dire durante un colloquio di lavoro, continua a leggere qui.

    Da sapere: Il selezionatore è un “compratore”. Se tu vali, ma lui non coglie il tuo valore, come puoi pensare che ti “comprerà”? Partecipa ora al mio webinar gratuito sui 3 falsi miti sul colloquio che stanno compromettendo i tuoi colloqui. [clicca qui]


    Quanto dura un colloquio di lavoro

    La durata di un colloquio di selezione varia molto. Solitamente, i recruiter cercano di raccogliere il maggior numero di informazioni in un tempo pre-determinato.

    Questo perchè un colloquio troppo breve impedisce di ottenere sufficienti dettagli sul candidato, mentre un colloquio troppo lungo rischia di compromettere la giornata lavorativa del selezionatore.

    La durata media di un colloquio di lavoro varia in base alla posizione offerta. Se si tratta di un colloquio finalizzato all’assunzione di un candidato di livello intermedio o senior, il colloquio generalmente dura di più.

    Per quanto riguarda l’intero processo di selezione, questo si compone di diverse fasi e la sua durata dipende dalle esigenze dell’azienda di sostenere un numero specifico di colloqui per valutare i candidati.

    Per sapere quali tempistiche aspettarti dal colloquio e dalla selezione e come gestire il processo di assunzione continua a leggere questo articolo.

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    Come prepararsi ad un colloquio di lavoro

    Quando sostieni un colloquio di lavoro, le piccole cose possono fare enormi differenze. Per questo, è davvero importante ritagliarsi il tempo giusto per prepararsi in modo accurato.

    Tra le tecniche migliori che puoi utilizzare per prepararti e conquistare il selezionatore, ci sono:

    • Rileggere più volte l’offerta di lavoro.
    • Rileggere il tuo curriculum e la tua lettera di presentazione.
    • Scoprire quali sono le domande del colloquio più frequenti di un colloquio.
    • Fare pratica sulle risposte che darai al selezionatore.
    • Fare ricerche sull’azienda.
    • Preparare una serie di domande da fare al selezionatore.
    • Presentarti al selezionatore in modo adeguato.

    Per approfondire queste tecniche e conoscere le altre che ti consentiranno di essere pronto per il colloquio e aumentare le tue chance di essere assunto leggi l’articolo dedicato.

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    Come comportarsi a un colloquio di lavoro

    In un colloquio di lavoro le risposte che dai al selezionatore sono estremamente importanti per fare bella figura.

    Tuttavia, per fare colpo sul selezionatore e sperare di ottenere un secondo colloquio una proposta di lavoro, il tuo comportamento conta quanto le cose che dici.

    Un candidato con un’atteggiamento negativo non è ritenuto quello ideale, anche se sulla carta possiede tutte le qualifiche e le competenze richieste per svolgere la posizione.

    Ma come si trasmette un’attitudine positive durante il colloquio?

    • Moltissimi recruiter, ad esempio, danno un valore importante alla stretta di mano, che comunica sicurezza, disinvoltura ed educazione.
    • Il tuo abbigliamento è un altro fattore importante che può dare al recruiter l’idea che tu sia una persona attenta e professionale.
    • Il modo in cui parli del tuo lavoro, della tua motivazione, delle esperienze lavorative precedenti e delle persone con cui hai lavorato è un altro indicatore del tuo atteggiamento.

    Questi sono solo alcuni dei fattori che comunicano al selezionatore qual è il tuo atteggiamento nei confronti del lavoro e del ruolo offerto e gli/le fanno capire se sei il candidato ideale o no. Scopri gli altri in questo articolo.

    Da sapere: Ciò che ti chiede il selezionatore non coincide con ciò che in realtà vuole sapere. Partecipa ora al mio webinar gratuito sui 3 falsi miti sul colloquio che stanno compromettendo i tuoi colloqui. [clicca qui]


    3. LE DOMANDE DEL COLLOQUIO

    Le domande del colloquio di lavoro

    Ci sono diversi tipi di domande che il selezionatore potrebbe porti durante un colloquio.

    A seconda dei differenti tipi di colloquio, quelli che ti ho elencato precedentemente, il selezionatore potrebbe decidere non solo di porti le domande più frequenti, ma anche le cosiddette domande trabocchetto, comportamentali, attitudinali, domande sulle tue competenze, sulle tue abilità, domande sul lavoro in team, oppure domande di leadership, motivazionali, così come altre domande che riguardano le tue skills e le tue migliori doti.

    Le tue risposte devono essere preparate ad hoc per il colloquio che andrai a sostenere, e devono dimostrare al recruiter, o a chiunque condurrà il colloquio, perché sei un candidato qualificato e perché sei convinto che quella posizione sia giusta per te.

    Prendi tutto il tempo necessario per prepararti a rispondere alle domande più frequenti di un colloquio di lavoro. Continua a leggere qui.

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    Le risposte da dare a un colloquio di lavoro

    Per rispondere alle domande del selezionatore non basta affermare qualcosa.

    Durante il colloquio di lavoro, dovrai portare al recruiter degli esempi concreti che supportano la tua risposta.

    Parla di episodi delle tue esperienze passate, momenti, situazioni importanti, eventi.

    Focalizzati su tutte quelle esperienze che ti hanno formato come dipendente e che ti saranno utili nel lavoro per cui ti stai candidando.

    Le domande che ruotano intorno alle tue debolezze sono critiche e il selezionatore le adora. Devi prepararti con una buona risposta per evitare di cadere nelle trappole del recruiter.

    Il selezionatore vuole che tu sia onesto, ma non devi andare a pescare nel tuo oscuro passato per raccontargli tutto.

    Il modo migliore per rispondere alle domande di un colloquio è quello di essere sincero, positivo e focalizzato sulle soluzioni.

    Descrivi le situazioni in cui hai superato momenti difficili e di stress, in cui hai utilizzato i tuoi punti di forza per trovare soluzione, in cui hai collaborato con gli altri e hai raggiunto importanti risultati.

    Questi sono i dettagli di cui il recruiter va a caccia!

    Per sapere come rispondere efficacemente alle domande di un colloquio, continua a leggere questo articolo.

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    Le domande trabocchetto

    Può capitare che durante un’intervista di lavoro, il recruiter decida di farti domande più complesse, ingannevoli, che ti mettono in una condizione di difficoltà e tensione.

    Queste sono le cosiddette domande trabocchetto, fatte apposta per mettere il candidato alle strette.

    Il recruiter non lo fa perché si diverte o perché è malizioso, ma perché vuole assicurarsi che tu sia sincero e per questo sappia rispondere velocemente anche a quelle domande che potrebbero smascherare un candidato che finge di essere chi non è.

    Il selezionatore sa che molto probabilmente hai fatto pratica per rispondere in modo adeguato alle tradizionali domande di lavoro, quindi cercherà di metterti alla prova con quelle più insidiose e meno frequenti.

    Come, ad esempio:

    • Sei il tipo di lavoratore che controlla le mail anche in vacanza?
    • Questa posizione è simile ad altri lavori che stai considerando?
    • Che cosa pensi che i tuoi referenti direbbero di te?

    Come si risponde a queste domande in modo appropriato? Continua a leggere l’articolo completo per sapere quali risposte dare al recruiter e conoscere altre domande trabocchetto.

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    La domanda più frequente: “Mi parli di lei”

    Con tutta probabilità, il selezionatore, ad inizio colloquio, cercherà di rompere il ghiaccio e di metterti a tuo agio con la famosa domanda “Mi parli di lei”.

    Anche se molti candidati sottovalutano l’importanza di questa domanda, la realtà è che per te è una grande opportunità per mettere in luce le esperienze più importanti della tua carriera, le tue abilità, doti e come le hai acquisite.

    Il recruiter, infatti, non vuole solo rompere il ghiaccio ma vuole conoscere qualche aspetto saliente della tua storia, vuole capire come hai acquisito le conoscenze che vanti e come sei arrivato a candidarti per quella posizione.

    Ho dedicato un articolo e una guida per rispondere correttamente a questa domanda. Una buona presentazione, breve, diretta ed esaustiva è la chiave per iniziare il colloquio nel modo giusto, continua a leggere qui.

    Da sapere: Le false credenze sul colloquio che si annidano nella tua mente, condizionano (in peggio) il tuo comportamento durante il colloquio. Siccome hai convinzioni sbagliate, affronti il colloquio nel modo sbagliato. Partecipa ora al mio webinar gratuito sui 3 falsi miti sul colloquio che stanno compromettendo i tuoi colloqui. [clicca qui]


    Domande sui tuoi pregi e difetti

    Tra le domande più ricorrenti di un colloquio di lavoro ci sono quelle che indagano i pregi e difetti di un candidato.

    L’obiettivo del selezionatore quando ti pone domande sui tuoi punti di forza e di debolezza, non è quello di metterti in difficoltà.

    Il recruiter vuole vedere come vedi te stesso, testare il tuo livello di consapevolezza e, da un certo punto di vista, vedere se rivelerai qualche dettaglio “oscuro” della tua personalità.

    Anche se le domande sui pregi e difetti sono tra le più chieste e quindi i candidati se le aspettano, molti di loro commettono diversi errori nel rispondere.

    Errori che minano la candidatura.

    Il modo corretto di rispondere a queste domande è quello di non risultare arrogante, di parlare di debolezze che non mettono il selezionatore in allarme (ovvero, difetti non rilevanti per la posizione offerta) e di mettere in luce quelle caratteristiche che convinceranno il recruiter che sei il giusto candidato.

    Scopri come rispondere leggendo questo articolo.

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    4. LE DOMANDE DA FARE AL SELEZIONATORE

    Domande da fare ad un colloquio al selezionatore

    Al termine del colloquio, il selezionatore ti farà un’ultima importante domanda: “Ha qualche domanda da farmi?”

    La tua risposta dovrà essere sì.

    Il recruiter sa che il candidato ideale è quello che partecipa attivamente alla conversazione e sa porre le giuste domande.

    Potresti sentirti in difficoltà, dato che ti sembra che abbiate parlato di ogni dettaglio durante il colloquio.

    Tuttavia, è sempre meglio preparare diverse domande per il recruiter ed evitare di fare scena muta.

    Il silenzio del candidato è interpretato come un segno di disinteresse, svogliatezza, apatia, mancanza di intraprendenza. Tutte caratteristiche che il selezionatore NON cerca.

    Fare domande ti permette anche di sciogliere i tuoi dubbi sulla compagnia e il tuo ruolo.

    Ricorda che non è solo l’azienda a dover fare una scelta, anche tu devi assicurarti che la posizione sia quella giusta per te per permetterti di raggiungere i tuoi obiettivi di carriera e vivere serenamente sul posto di lavoro.

    Tuttavia, ci sono anche domande che non dovrai fare al selezionatore.

    Domande delicate che potrebbero spazientirlo o spaventarlo e quindi inevitabilmente ti farebbero escludere dalla selezione.

    Le domande che dovrai fare possono anche variare in base alla persona che avrai di fronte durante l’intervista.

    Potresti avere davanti una persona delle risorse umane o direttamente un responsabile a cui fare domande più precise sull’ambiente in azienda e la routine lavorativa.

    Leggi nell’articolo completo quali sono le migliori domande da porre al recruiter e quali evitare.

    Da sapere: Difficoltà e insuccessi nell’affrontare i selezionatori sembrano insormontabili fino a che non trovi la soluzione. Partecipa ora al mio webinar gratuito sui 3 falsi miti sul colloquio che stanno compromettendo i tuoi colloqui. [clicca qui]


    5. DOPO IL COLLOQUIO

    Come comportarsi dopo il colloquio

    A fine del colloquio, è bene fare alcune domande al selezionatore riguardo agli step del processo di selezione.

    Moltissimi candidati rimangono con l’ansia non sapendo cosa aspettarsi dopo il colloquio, quali saranno i tempi della selezione, le fasi che dovranno affrontare, come comportarsi, ecc.

    Il selezionatore contatterà i candidati dopo una settimana per una seconda intervista? Farà la proposta di assunzione dopo 10 giorni? Contatterà tutti i candidati o solo quelli che passeranno allo step successivo?

    È sempre meglio chiedere al recruiter piuttosto che vivere nel dubbio.

    Sapere cosa ti aspetta ti aiuterà anche a decidere quando e se contattare il selezionatore in un certo momento della selezione, e può sicuramente ridurre il tuo livello dell’ansia durante il periodo di attesa.

    Se sei stato intervistato da più persone, tieni traccia di chi erano queste e ricorda che domanda, dubbio o altro ha sollevato ognuno di loro durante il colloquio.

    Prendi nota dei loro nomi e dei contatti, eventualmente chiedi alla persona che coordina tutto il processo le informazioni che ti servono.

    I contatti ti serviranno innanzitutto per fare follow up dopo il colloquio e per avere aggiornamenti riguardo alla selezione. Dopodiché ci sono altre azioni che puoi fare dopo il colloquio, scoprile qui.

    Da sapere: Nei primi 3 minuti del colloquio, circa ¾ dei candidati falliscono: 3 su 4 vengono etichettati come candidati di serie B. Partecipa ora al mio webinar gratuito sui 3 falsi miti sul colloquio che stanno compromettendo i tuoi colloqui. [clicca qui]


    Come scrivere una lettera di ringraziamento dopo colloquio

    Subito dopo il colloquio, è consigliabile scrivere o contattare il selezionatore per ringraziarlo del tempo che ti ha concesso e per l’opportunità.

    Le decisioni sui candidati a volte vengono prese in un tempo molto breve, per questo è importante ringraziare il selezionatore il prima possibile dopo il colloquio.

    Vuoi che il recruiter si ricordi di te e una nota per ringraziarlo è sicuramente un buon modo per fare una buona impressione.

    Anche se ci sono diversi modi per contattare il selezionatore, attraverso una chiamata, o una lettera cartacea, la mail è la tipologia più utilizzata e meno impegnativa.

    Cosa deve esserci in questa mail?

    Dovrai ringraziare il selezionatore, mostrare il tuo entusiasmo per il posto di lavoro e la tua disponibilità a sciogliere eventuali dubbi.

    È bene seguire una giusta scaletta ed essere professionale. In questo articolo ti spiego come strutturare una perfetta lettera di ringraziamento.

    Da sapere: Risultare più attraenti agli occhi del selezionatore è qualcosa che si può imparare facilmente. Partecipa ora al mio webinar gratuito sui 3 falsi miti sul colloquio che stanno compromettendo i tuoi colloqui. [clicca qui]


    Come strutturare una email per chiedere aggiornamenti sul colloquio

    Può capitare che, prima che il selezionatore ti contatti dopo il colloquio, trascorra del tempo.

    E durante questo tempo, la tua testa si affolla di dubbi e pensieri su com’è andato il colloquio. Ti chiedi se hai fatto una buona impressione, ti chiedi se sei ancora tra i possibili candidati, se l’azienda ha già scelto, se c’è stato qualche imprevisto.

    Il momento che segue il colloquio è sempre delicato e di grande tensione, per tutti i candidati.

    È assolutamente normale e consigliabile mettersi in contatto con il selezionatore per ricevere aggiornamenti sull’esito del colloquio e della selezione.

    Quindi, leggi questo articolo per sapere come e quando contattare il recruiter, e utilizzare le giuste parole per ottenere le informazioni che desideri.

    Da sapere: Quando un candidato meno meritevole di te supera il colloquio accade solo perché è stato più abile, furbo, scaltro o semplicemente “bravo” nell’incontro col selezionatore. Partecipa ora al mio webinar gratuito sui 3 falsi miti sul colloquio che stanno compromettendo i tuoi colloqui. [clicca qui]


    Chiedere un feedback sul colloquio di selezione

    Se sei stato rifiutato da una selezione, uno dei modi migliori per gestire il rifiuto è chiedere un feedback su di te al recruiter.

    Chiedere un feedback è un gesto che denota una grande maturità da parte tua e comunica il tuo desiderio di imparare dagli errori che commetti e migliorarti.

    Ricevere un feedback sulla tua candidatura ti aiuta a migliorare le tue capacità di venderti nei prossimi colloqui di lavoro, perché ti consente di:

    • crescere dal punto di vista personale e professionale
    • ricevere consigli da una figura esperta con un punto di vista su di te e le tue competenze
    • capire quali sono i candidati che conquistano il selezionatore
    • creare nuove opportunità lavorative
    • ampliare la tua rete di contatti nel mondo del lavoro

    Continua a leggere l’articolo completo per sapere come metterti in contatto con il selezionatore e chiedergli un feedback sul colloquio.

    Da sapere: L’essere bravo nel tuo lavoro, o l’essere una brava persona, non ti aiuteranno a superare la selezione. Partecipa ora al mio webinar gratuito sui 3 falsi miti sul colloquio che stanno compromettendo i tuoi colloqui. [clicca qui]


    Come gestire il silenzio dopo colloquio

    Una delle cose più difficili per un candidato in cerca di lavoro è quella di dover gestire il temuto silenzio del selezionatore dopo il colloquio.

    Anche se sei convinto che il colloquio sia andato bene, non aspettarti che il telefono squilli da un momento all’altro per comunicarti l’offerta di lavoro.

    Ricorda che:

    • Non sempre il silenzio dopo il colloquio significa qualcosa di negativo: il selezionatore vuole avere tutto pronto prima di compiere il prossimo step nella selezione, e molte volte capitano imprevisti che rallentano la scelta del candidato.
    • Ci sono cose che puoi fare nell’attesa di un riscontro da parte del selezionatore, come ad esempio, scrivere una mail di follow up per chiedere aggiornamenti e tempistiche.

    Leggi in questo articolo come comportarti dopo il colloquio e cosa fare per metterti in contatto con il selezionatore.

    Da sapere: Il modo in cui il selezionatore valuta le tue risposte, è più semplice e prevedibile di quanto tu creda. Partecipa ora al mio webinar gratuito sui 3 falsi miti sul colloquio che stanno compromettendo i tuoi colloqui. [clicca qui]


    6. ALTRE INFORMAZIONI UTILI

    Come assentarsi dal lavoro per un colloquio

    Superato il primo momento di euforia dopo avere ricevuto la chiamata del selezionatore per fissare il colloquio, una delle prime preoccupazioni che avrai sarà: “che cosa dico al mio capo per assentarmi dal lavoro?”

    Assentarsi dal lavoro per sostenere un colloquio non è sempre facile. Soprattutto se devi sostenere molteplici colloqui per lavori diversi e perché il processo di selezione include diversi step.

    Da un lato, non vuoi destare sospetti nella tua attuale azienda e non vuoi che il tuo lavoro venga compromesso, ma dall’altro, hai la necessità di prenderti del tempo per sostenere i colloqui.

    Come gestire questa situazione?

    Ho dedicato un intero articolo a questo tema, troverai le dritte su come comportarti con il tuo datore di lavoro, con i colleghi e con i selezionatori con cui sosterrai le interviste.

    Da sapere: Chi ha accesso a informazioni vere su come si affronta il colloquio, acquisisce un vantaggio “ingiusto" rispetto a tutti gli altri candidati. Partecipa ora al mio webinar gratuito sui 3 falsi miti sul colloquio che stanno compromettendo i tuoi colloqui. [clicca qui]


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