Colloquio di lavoro: domande e risposte

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Scritto da Paolo Fieni

 

Sei pronto per affrontare il tuo prossimo colloquio di lavoro?

Per sostenere un’intervista di successo, una buona preparazione per rispondere efficacemente alle domande del selezionatore è fondamentale.

In questo articolo troverai le domande più frequenti di un colloquio di lavoro, qual è il loro obiettivo e come strutturare le tue risposte per fare un’ottima figura di fronte al selezionatore.

Dato che le seguenti domande sono le più comuni, il selezionatore si aspetta che tu sia pronto a rispondere con sicurezza e senza esitazioni.

Non devi imparare a memoria le risposte, ma devi fare un buon esercizio per essere sicuro di te e di ciò che dirai quando il recruiter ti interrogherà. Non conta solo l’informazione che dai durante il colloquio, ma anche come la comunichi.

Più tempo dedichi a comprendere cosa vuole sapere il selezionatore con le sue domande e a strutturare le tue risposte, maggiore sarà la tua disinvoltura nel rispondere.

Un candidato sicuro di sé dimostra di essere preparato e di avere le carte in regola per ricoprire la posizione offerta.

 

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Le domande più frequenti e la guida per rispondere

1. Mi parli di lei

Anche se questa è considerata da molti una domanda semplice, e che non necessita preparazione, la realtà è che è una domanda importante. Il primo consiglio da seguire per rispondere correttamente è quello di non raccontare la tua completa storia professionale o personale.

Cerca piuttosto di creare una presentazione di te concisa che faccia capire al selezionatore perché potresti essere il candidato giusto per quel posto. Parla del tuo attuale lavoro e di come sei arrivato a ricoprire quel posto e includi le esperienze più rilevanti nella tua carriera.

In ultimo, specifica perché hai deciso di candidarti e perché vuoi quel posto.

2. Come ha trovato questa posizione?

Un’altra domanda a tanti sembra innocua. Questa domanda è in realtà la perfetta per mostrare la tua motivazione e creare un match con la compagnia.
Il selezionatore è interessato a capire cosa ti ha portato a scoprire quella posizione e perché ti ha colpito.

Ad esempio, se hai saputo della posizione offerta grazie ad un amico o un contatto di lavoro, fai il nome di quella persona, e spiega perché eri contento all’idea di candidarti. Se invece hai letto della compagnia in un articolo, parla di ciò che hai letto e di come hai capito che il posto faceva per te.

Anche se dovessi aver trovato l’annuncio di lavoro su un semplice sito di annunci, condividi con il selezionatore cosa ti è piaciuto del ruolo.

3. Perché vuole questo lavoro?

Le aziende vogliono assumere candidati, oltre che preparati, con una grande passione per il lavoro che svolgono. Perciò, per questa domanda dovrai preparare una risposta persuasiva e convincente.

Prima di tutto, identifica un paio di fattori che rendono la posizione allettante per te come, ad esempio, il rapporto con le persone, oppure il lavoro in team, oppure il fatto di assumerti responsabilità importanti.

Dopodiché, dovrai parlare di quello che ti attrae dell’azienda: perché sei interessato a lavorare in quel contesto, che opportunità rappresenta per te quella compagnia, perché ammiri il loro lavoro, eccetera.

Cita ogni informazione che comunica al selezionatore il tuo entusiasmo per la possibilità di lavorare lì. In questo modo dimostrerai anche di aver fatto le giuste ricerche per assicurarti che la posizione sia giusta per te e il recruiter ne sarà colpito.

4. Perché dovremmo assumerla?

Questa domanda è una delle più intimidatorie e più chieste durante un colloquio di lavoro.
Tuttavia, costituisce un’occasione per te di vendere al meglio le tue qualità e capacità.

Il selezionatore vuole assicurarsi che tu abbia tutti i requisiti per svolgere quel ruolo, assicurati che la tua risposta sia diretta e sicura e che includa tutto ciò che puoi offrire all’azienda.

Nella tua risposta non dovranno mancare tre cose essenziali: prima di tutto che non solo sei in gradi di svolgere bene il lavoro, ma che puoi portare grandi risultati all’azienda; in secondo luogo, il fatto che riuscirai ad inserirti perfettamente nel team e la cultura aziendale; in ultimo, che possiedi qualcosa di speciale e unico che ti distingue dagli altri candidati.

5. Quali sono i suoi punti di forza?

Questa domanda ti permette di parlare di ciò che ti rende speciale e un ottimo match per la posizione.

Quando pensi a come rispondere, pensa alla qualità non alla quantità. Non commettere l’errore di fare una lista di molteplici aggettivi.

Al contrario, scegli una o un paio (a seconda della domanda) di specifiche qualità che sono importanti per il ruolo e supporta le tue affermazioni facendo degli esempi di come le hai utilizzate sul posto di lavoro.

I racconti e le storie degli episodi che hai vissuto sono molto più convincenti di affermazioni che non trovano riscontro nella realtà. Il selezionatore potrebbe farti questa domanda anche verso la fine del colloquio e se non avessi avuto l’opportunità di parlare dei tuoi asset migliori, questo è il momento giusto per farlo.

6. Quali pensa che siano le sue debolezze?

Con questa domanda il tuo interlocutore, oltra a cercare di identificare i campanelli d’allarme, vuole conoscere il tuo livello di sincerità e consapevolezza di te stesso.

Quindi, risposte come “Faccio fatica a rispettare le scadenze” oppure “Non ho nessuna debolezza”, non sono le migliori da dare al selezionatore.

Cerca di trovare il giusto equilibro citando qualcosa che effettivamente non è uno dei tuoi punti più forti ma su cui stai lavorando. Ad esempio, puoi dire di non essere il migliore a parlare in pubblico, e aggiungere che recentemente ti sei offerto di condurre tu i meeting aziendali per esercitarti e diventare più sicuro.

Un altro modo per rispondere a questa domanda è quella di parlare di una debolezza che in realtà è un’arma a doppio taglio, come l’essere troppo preciso: può essere un pregio in alcuni casi e un difetto in altri.

7. Qual’è stato il suo più grande risultato professionale?

Niente comuncia “Sono il candidato giusto” come una lista dei risultati conseguiti nei precedenti lavori. Quindi, non fare il modesto quando rispondi a questa domanda.

Ancora una volta, per strutturare la migliore risposta da dare al selezionatore, descrivi nei dettagli la situazione che hai vissuto, il problema o il compito che hai dovuto affrontare e successivamente il risultato che hai ottenuto e in che modo.

Cerca di essere molto preciso quando parli della tua esperienza. In questo modo, il recruiter riuscirà ad avere un’idea chiara delle tue capacità e sarà convinto che tu sappia portare un buon contributo all’azienda.

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8. Si è mai trovato in disaccordo con una decisione che è stata presa sul posto di lavoro?

Con questa domanda il selezionatore vuole sapere se sei in grado di gestire i conflitti e le situazioni più scomode con i tuoi colleghi o capi.

L’aneddoto ideale da raccontare è quello che descrive come hai affrontato questo disaccordo in maniera professionale e cosa hai imparato da questa esperienza.

Presta particolare attenzione a come inizi e concludi il tuo racconto, devi parlare in modo positivo della situazione che hai vissuto senza dare colpe. Un suggerimento è quello di aprire la tua risposta con un’affermazione positiva, qualcosa che faccia capire che essere in disaccordo è normale ma l’importante è rispettarsi a vicenda.

Dopodiché puoi proseguire spiegando brevemente la circostanza in cui ti sei trovato, come l’hai gestita e che lezione ne hai tratto.

9. Cosa le piace meno del suo attuale lavoro?

Questa è una domanda trabocchetto, perciò fai attenzione. L’ultima cosa che vuoi dire al selezionatore è che ciò che non ti piace del tuo lavoro ha a che fare con l’azienda o con il tuo capo o i tuoi colleghi.

Durante un colloquio di lavoro non parlare mai male del tuo contesto lavorativo attuale.

Dovrai inoltre evitare di dire che non ti piacciono certi aspetti del lavoro che sicuramente troverai in questo nuovo impiego, se verrai assunto.

Il selezionatore sta cercando un candidato positivo e motivato per l’azienda, dev’essere certo che ti piaccia il lavoro, che saprai adattarti e che sarai capace di relazionarti bene con gli altri.

Uno dei modi migliori per gestire questa domanda è quello di mettere il focus sull’opportunità che questo ruolo ti darà e che non può darti la tua attuale posizione.

10. Che tipo di contesto lavorativo preferisce?

Idealmente, la tua risposta dovrebbe far capire che ti piacciono i contesti simili a quello della compagnia per cui ti stai candidando.

Dopo aver condotto ricerche approfondite sull’azienda dovresti avere chiaro se l’ambiente lavorativo che caratterizza la compagnia è dinamico, strutturato e convenzionale, creativo, orientato agli obiettivi dei dipendenti, eccetera.

Il selezionatore ti pone questa domanda per sapere se sarai in grado di adeguarti allo stile lavorativo dell’azienda.

11. Cosa le piace fare al di fuori del lavoro?

Può capitare che il selezionatore decida di farti domande che riguardano i tuoi hobby e i tuoi interessi al di fuori del lavoro, per conoscere ancora meglio la tua personalità. Vuole sapere cosa ti appassiona e come trascorri il tempo quando non lavori.

Per rispondere a questa domanda sii onesto e rimani professionale: se, ad esempio, vuoi parlare di un altro business che segui nel tempo libero, non dare al selezionatore l’impressione che in realtà sia quello il lavoro che ti piacerebbe fare.

12. Che cosa la motiva?

Molti candidati vanno nel panico quando devono rispondere a una domanda di questo tipo, che ha l’obiettivo di indagare la tua motivazione nel lavoro.

Tuttavia, non c’è motivo di preoccuparsi. Considera che il selezionatore vuole assicurarsi che non solo tu sia preparato ma che tu sia anche motivato a svolgere il ruolo con successo, che tu abbia passione e sia pronto ad affrontare le sfide dell’azienda.

Pensa a ciò che più ti ha stimolato e incoraggiato a fare un buon lavoro e mettilo in relazione con ciò che hai letto nell’annuncio di lavoro e che ha catturato il tuo interesse. Scegli qualcosa che sia rilevante per il ruolo e l’azienda per cui stai sostenendo il colloquio.

Se sei onesto, il selezionatore percepirà il tuo entusiasmo e la tua motivazione.

13. Qual è il suo lavoro ideale?

Anche se può sembrarti una domanda banale, la verità è che molti candidati cadono nella trappola di questa domanda viaggiando con la fantasia sul lavoro dei loro sogni.

Il selezionatore vuole assicurarsi che la posizione sia in linea con i tuoi obiettivi di carriera. Per questo, dovrai parlare delle tue ambizioni e aspirazioni e di come questo ruolo ti può aiutare a raggiungerle.

14. Cosa dovrei sapere che non è nel suo curriculum?

Se il selezionatore è interessato a sapere qualcosa di più oltre a ciò che hai scritto nel curriculum è certamente un buon segno.

Significa che il recruiter ha letto il tuo curriculum, ti ha trovato interessante per la posizione e vuole sapere se c’è qualcos’altro che ti caratterizza.

Dato che la domanda non è mirata ma ampia, per gestirla al meglio, parla di un tratto positivo di te: racconta una storia o dei dettagli che rivelano qualcosa di più di te e la tua esperienza, della tua missione o di un tuo obiettivo professionale che ti rendono il candidato giusto per quel ruolo e l’azienda.

15. Ha qualche domanda per me?

Probabilmente sai già che il colloquio non è solo una chance per il selezionatore e l’azienda di conoscerti meglio, ma è anche un’opportunità per te per capire se quel posto di lavoro è davvero ciò che stai cercando.

Fare domande non è solo un modo per conoscere meglio la posizione e sciogliere i tuoi dubbi, è anche un buon modo di mostrare interesse per il ruolo.

Che cosa vuoi sapere riguardo alla posizione e che non sai? Riguardo all’azienda? Al team? Ai tuoi responsabili? Il selezionatore ti parlerà di molte di queste cose durante il colloquio, perciò prepara diverse domande in modo da non essere impreparato.

Per sapere quali domande fare e come prepararle continua a leggere questo articolo.

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