Quando il selezionatore domanda: “mi parli di lei”

quando il selezionatore domanda

“Mi parli di lei” è una delle domande più frequenti che aprono il colloquio di lavoro. Ok, è una semplice domanda esplorativa (da notare che disporre di un un buon curriculum aiuta a chiarire le idee su come rispondere), ma offre la grande opportunità di fare una prima buona impressione e avviare il colloquio lungo un percorso a te favorevole. Per questa ragione, che tu sia neo-laureato o dirigente, è necessario preparare una risposta.

Tutto quello che devi fare è cominciare a concentrarti su ciò che hai fatto e che è rilevante per la posizione per cui ti stai candidando. Ricorda che un selezionatore vuole sapere cosa hai fatto e quali sono le competenze che ti rendono un buon candidato per il ruolo.

Qualcuno forse si offenderà, ma conoscere quanti cani o gatti possiedi, quanto spesso fai windsurf o quanto sei appassionato di calcio non è l’obiettivo del selezionatore. Egli desidera conoscere aspetti legati al tuo lavoro, alle competenze e alle esperienze rilevanti per la posizione oggetto di selezione.

Un suggerimento che fa la differenza

Per rispondere al meglio a questa domanda usa l’acronimo S.E.C.:

S = Studi
E = Esperienza
C = Competenze (e risultati)

Ti suggerisco questo acronimo, e più in generale ti invito ad utilizzare un approccio strutturato, affinché tu possa gestire più facilmente il processo mentale nel corso dell’intervista. E’ buona cosa apparire distesi e sicuri di sé, anziché agitati e confusi.

Avere sviluppato un curriculum adeguato ed efficace, infatti, non mette al riparo dal rischio di sperimentare, durante il colloquio, nervosismo, caos mentale, inconsistenza argomentativa.

Un esempio di pessima risposta

Sono una persona molto determinata. Ho concluso gli studi con ottimi risultati e poi ho iniziato a lavorare, praticamente da subito, per un’azienda del settore telecomunicazioni. In precedenza ho fatto uno stage presso uno studio commercialista. Convivo. Nel tempo libero mi piace andare in palestra e guardare film. Ora sto cercando un nuovo lavoro, più stimolante, che mi consenta di crescere professionalmente.

L’essere vaghi e inconsistenti è un errore commesso a tutti i livelli, tanto da profili junior che senior. L’effetto consiste nel comunicare scarsa motivazione e inadeguata esperienza. Le conseguenze? L’interesse per il candidato crolla, e recuperare ai danni derivanti da una prima cattiva impressione è davvero faticoso. In questa presentazione, il candidato ipotetico non esplicita il tipo di laurea conseguita, non dà informazioni sui corsi di formazione frequentati e non descrive le mansioni svolte in azienda.

Se non conosci molto di te stesso, non valorizzi o non hai maturato alcuna esperienza, sarà molto difficile dimostrare di possedere quegli elementi necessari a metterti in contatto con il ruolo da ricoprire.

Parlare di cose rilevanti, quindi, è la chiave. Leggi la job description, analizza le caratteristiche personali richieste, fatti un’idea del tipo di candidato che stanno ricercando. Tutto questo servirà a fare luce dove ora vi sono nebbia o buio totale.

Un esempio di buona risposta

Mi sono laureato in Economia Aziendale con il massimo dei voti nel 2015. In particolare, ho approfondito lo studio di materie quali marketing, business strategy e statistica. La tesi finale ha riguardato lo studio del lancio da parte di una start-up di un bracciale a tecnologia passiva (senza batteria) collegato a un archivio dati privato, che consente di portare sempre con sé le proprie informazioni mediche. Dalla fine degli studi ad oggi ho lavorato nell’area commerciale di una importante azienda di telecomunicazioni, a contatto diretto con clienti B2B, sia italiani che stranieri. Questa esperienza ritengo che abbia confermato che uno dei miei principali punti di forza coincide con la capacità di gestire relazioni complesse, per assicurare il soddisfacimento dei bisogni dei clienti e l’efficace risoluzione dei problemi. Costruire e sviluppare buone relazioni commerciali è una cosa che mi appassiona. Aver lavorato in un ambiente strutturato mi ha insegnato a gestire e rispettare obiettivi ben definiti, e trovo stimolante questo tipo di pressione. Ho sempre raggiunto i target assegnati, e ne sono particolarmente orgoglioso, perché credo che sia la dimostrazione più chiara dell’impegno di cui sono capace, ma anche della mia attitudine. Conosco bene la vostra azienda, mi interessa il settore, e quando ho letto il vostro annuncio, sinceramente, ho pensato di avere tutte le carte per essere un buon candidato per questa posizione.

La ragione per cui questa presentazione suona così bene è legata al fatto che rispetta la sequenza S.E.C.: studi, esperienza, competenze (e risultati). Sono proprio i risultati che sul finale esplicitano in modo chiaro ma non “viscido” i benefici che il candidato può apportare all’azienda.

Sia che tu esca dall’università o che stia cercando di avanzare nella tua carriera, la chiave di un buon colloquio sta anche e sopratutto nella capacità di essere specifico. Non c’è esercizio migliore, e non c’è miglior modo di cominciare un colloquio di lavoro, che preparasi a rispondere alla domanda “Perché non mi racconta qualcosa di lei?”.

Sii concreto! Assicurati che anche il tuo CV lo sia,  e costruisci un racconto che sappia trasmettere il perché tu sei il candidato giusto per ricoprire quella posizione. Tanto più sarai calmo, chiaro e preciso, tanto migliore sarà il risultato. Ma riuscirai a fare ciò, se sarai in grado di organizzare i tuoi pensieri.

Se invece desideri più informazioni sui servizi che offriamo per la preparazione al colloquio di lavoro, scrivi un messaggio spiegandoci i tuoi dubbi e le tue esigenze, oppure dei un’occhiata ai nostri servizi.

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