Domande da fare al selezionatore ad un colloquio

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Scritto da Paolo Fieni

 

Quando il colloquio di lavoro starà volgendo al termine, il selezionatore ti guarderà negli occhi e ti chiederà: “C’è qualche domanda che vuole farmi?”

E anche se, apparentemente, questa domanda sembra innocente, la verità è che il selezionatore ha grandi aspettative riguardo alla tua risposta. Un candidato fortemente interessato ed entusiasta per la possibilità di essere assunto sa porre le giuste domande per sciogliere i suoi dubbi e mostrare tutta la sua dedizione al lavoro.

Per questo, fare domande al selezionatore è un’opportunità che non puoi perdere!

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Perché fare le giuste domande?

Rispondere correttamente alle domande del selezionatore è una parte importante del colloquio di lavoro, ma per distinguerti dagli altri candidati e conquistarlo/a dovrai partecipare attivamente alla conversazione facendo anche le giuste domande.

Attraverso le tue domande, dai prova al selezionatore, oltre che del tuo entusiasmo, del fatto che hai condotto ricerche sul ruolo e l’azienda: sostanzialmente dimostri che hai fatto i tuoi compiti.

Indipendentemente dal fatto che tu sia una persona estroversa o introversa, ci sono molteplici domande che puoi fare ad un colloquio.

Di seguito nell’articolo troverai una lista di possibili domande da porre al selezionatore, ma assicurati di scegliere quelle più importanti per te e quelle che ti trovi più a tuo agio a chiedere.

Durante il colloquio e al termine di questo devi essere sicuro e mostrare al selezionatore la tua fiducia nell’essere il candidato giusto per quella posizione e l’azienda.

Anche se deciderai di fare solo 3 o 4 domande al selezionatore, ti consiglio di prepararne qualcuna in più. Durante il colloquio, infatti, il selezionatore potrebbe rispondere indirettamente alle domande che avresti voluto fargli a fine colloquio.

Quindi, prepara più domande possibili in modo da non rimanere senza quando ti chiederà se hai domande da fare.

Le domande da fare ad un colloquio al selezionatore

1. Quali sono le 3 skills più importanti per questo ruolo?

2. Come descriverebbe la cultura aziendale della compagnia e l’ambiente di lavoro?

3. È previsto un qualche tipo di training o corso di formazione?

4. Quali sono le maggiori sfide che, in questo momento, il dipartimento/l’area/il team sta affrontando?

5. In che modo verranno valutate le mie performance se verrò assunto?

6. Chi sarà il mio supervisore/responsabile/manager?

7. Ci sono opportunità di crescita professionale per questo ruolo?

8. Può descrivermi le responsabilità della posizione?

9. Quali sono le qualità che sta cercando nella persona da assumere?

10. Quali sono le aspettative per questo ruolo e come viene valutato il successo della posizione?

11. Come riceverò i feedback riguardo al mio lavoro?

12. Quale pensa che sia la parte più sfidante di questo lavoro?

13. Può descrivermi una tipica giornata lavorativa? E una settimana?

14. C’è altro che posso dirle riguardo alle mie qualifiche per il ruolo?

15. Se avessi l’opportunità di ricevere l’offerta, quando dovrei iniziare?

16. Qual è il prossimo step del processo di selezione?

17. Quali sono le tempistiche della selezione?

18. Ci sono altre domande a cui posso rispondere?

19. Posso contattarla in caso di dubbi?

Domande speciali

20. Da quanto tempo la posizione è aperta?

Questa è una domanda interessante da fare al recruiter perché ti permette di sapere da quanto tempo la selezione sta andando avanti e di immaginare quanti candidati la compagnia ha intervistato.

Se la posizione è aperta da molto tempo, questo ti può suggerire che il selezionatore, o il datore di lavoro, è estremamente selettivo ed esigente, oppure che nessun candidato ha accettato il posto.

In qualsiasi caso, il fatto che il ruolo sia aperto da molto è un campanello d’allarme, perché potrebbe anche significare che il recruiter non sa esattamente cosa sta cercando.

Allo stesso tempo, se la ricerca del candidato è iniziata da poco, come ad esempio una settimana, dovrai tenere a mente che ci vorranno un paio di settimane prima che il selezionatore ti contatti. Solitamente infatti, il recruiter vuole condurre dei colloqui con almeno 3-4 candidati prima di prendere una decisione.

21. Si tratta di un nuovo ruolo o era già ricoperto da qualcuno?

È ideale per te sapere se la posizione aperta è nuova o se è o è stata precedentemente occupata da qualcuno.

Per questa domanda non c’è una risposta giusta o sbagliata, ma conoscere questa informazione serve a te per farti un’idea del tuo possibile ruolo.

Se la posizione non è nuova, puoi chiedere come mai la persona che ricopriva il ruolo è andata via: può essere stata promossa, o aver lasciato l’azienda, o aver cambiato dipartimento, ecc.

Le domande sullo stipendio

Se ti stai chiedendo se è il caso di fare al selezionatore domande sullo stipendio, ecco alcune dritte su come comportarti.

Durante un primo colloquio di lavoro è sconsigliabile chiedere al recruiter che il salario che ti dovrai aspettare. Questo perché nelle prime fasi della selezione il tuo focus dovrebbe essere sul comprendere se la posizione fa al caso tuo e se sei un buon match per la compagnia.

Per questo consiglio di parlare del compenso in una fase avanzata del processo di selezione o, meglio ancora, al momento dell’offerta di lavoro.

Fare domande sullo stipendio al primo incontro con il recruiter comunica un messaggio sbagliato, ovvero, che ti importa solo della retribuzione.

Il selezionatore si aspetta che il tuo interesse primario sia quello di valutare il ruolo e convincere l’azienda che sei il candidato ideale.

Quindi, nel primo colloquio di lavoro, non parlare dello stipendio. Parlane solo se è il selezionatore ad affrontare per primo l’argomento.

In quel caso, assicurati di sapere indicativamente che tipo di retribuzione vorresti e ti spetta. Se sei incerto puoi fare ricerche per capire qual’è lo stipendio medio per una posizione come la tua, è molto importante essere pronto ad affrontare questo tema in caso il recruiter ne parlasse.

Puoi fare domande sullo stipendio nei successivi colloqui di lavoro, quando il selezionatore ti avrà già esplicitato che l’azienda è interessata a te per l’assunzione.

In quel caso, potresti chiedere: “per quanto riguarda il compenso, avete già pensato alla retribuzione per questa posizione?”

Questa è una domanda meno intimidatoria della semplice: “quanto mi pagherete?”

Un’altra soluzione per parlare dello stipendio nel modo giusto è quella di dare al recruiter informazioni sulla tua attuale o precedente retribuzione. Mentre parli del tuo ruolo puoi menzionare il tipo di compenso o contratto che hai/avevi in modo da valutare poi la reazione del selezionatore.

Questa è una scelta tua, non devi necessariamente parlare della tua retribuzione – molte persone considerano l’informazione privata e non vogliono condividerla. Tuttavia, è un’opzione valida per toccare l’argomento stipendio senza essere troppo diretto.

Ancora una volta, raccomando di parlare dello stipendio in una fase avanzata della selezione o al momento in cui ti verrà fatta l’offerta, per evitare di dare al recruiter l’impressione di un candidato motivato solo dai soldi.

Consigli su come fare una buona impressione

Durante un colloquio di lavoro devi prestare attenzione a numerosi fattori. Il selezionatore non ti valuta solo per le cose che dici, ma anche per il modo in cui le dici, per il linguaggio del tuo corpo, per il tuo atteggiamento in generale, e per la tua partecipazione alla conversazione (e quindi anche le domande che fai).

Per massimizzare le tue chance di fare un’ottima impressione con il selezionatore, ci sono alcuni importanti “tips” che devi ricordare:

Fai pratica: per essere sicuro di fronte al selezionatore, devi esercitarti il più possibile. Il tuo corpo deve trasmettere fiducia, per convincere il recruiter che sei il candidato giusto prima devi esserne convinto tu. Esercitati non solo a rispondere alle domande più frequenti ma anche a porre le domande, in modo da essere a tuo agio davanti al selezionatore.

Porta con te un block notes: ricorda di presentarti al colloquio con un block notes o un quaderno. Questo non solo ti serve per prendere appunti durante il colloquio ma ti può aiutare a ricordare tutte le domande che vuoi fare al recruiter. Se temi infatti di non ricordare qualche domanda importante è sempre meglio appuntare tutte le cose che vuoi chiedere.

Presta attenzione al tuo atteggiamento: oltre a mostrare sicurezza e disinvoltura, dovrai tenere in considerazione l’etichetta. Il modo in cui ti comporti fa capire al selezionatore quanto tieni alla posizione e come sarà il tuo atteggiamento se verrai assunto dall’azienda. Per questo, arriva in anticipo all’appuntamento, ricorda di mettere il telefono in modalità silenziosa, sii cortese con tutto il personale, porta con te una copia del tuo cv, sorridi e cerca di avere un atteggiamento positivo. Se vuoi altri consigli su come comportarti di fronte al selezionatore continua a leggere qui.

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