Le migliori domande da fare ad un colloquio e quelle da evitare

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Scritto da Paolo Fieni

 

Il colloquio di lavoro è un’occasione per il selezionatore di conoscerti meglio e capire se sei un buon match per la posizione di lavoro offerta.

Tuttavia, il colloquio è importante anche per te per capire se il ruolo per cui ti sei candidato è davvero quello giusto. E per fare questo, è fondamentale che tu conosca l’azienda, la sua cultura, gli obiettivi, quali saranno le tue responsabilità, con chi ti confronterai, in modo da riconoscere se quel contesto lavorativo è in linea con i tuoi valori e i tuoi obiettivi di carriera.

A conclusione del colloquio, una delle domande finali che ti verranno fatte sarà “Ha qualche domanda da farmi?” Il selezionatore si aspetta che tu abbia qualche dubbio da sciogliere.

Se non farai domande sembrerai pigro, senza motivazione, o poco preparato. Le domande infatti non sono solo un buon modo per te per avere chiarimenti riguardo il lavoro, ma sono anche un ottimo modo per provare al recruiter che sei interessato al ruolo ed entusiasta per la possibilità di lavorare lì.

Per fare un’ottima impressione e porre le giuste domande, dovrai prepararti accuratamente.

Vediamo come e quali sono le domande da fare ad un colloquio per raccogliere le giuste informazioni sull’azienda e la posizione.

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Preparare le domande

Sicuramente puoi imparare molto leggendo l’annuncio di lavoro e raccogliendo qualche informazione dal sito dell’azienda (o dai profili social), ma la verità è che per andare in profondità dovrai confrontarti con il recruiter e fargli delle domande dettagliate.

Non avere paura di risultare curioso o invadente, il selezionatore si aspetta che tu faccia domande, e rimane deluso dai candidati che non le fanno.

Secondo uno studio condotto negli Stati Uniti su 750 selezionatori, l’88% di questi ha affermato che un candidato informato è un candidato di qualità, e che il candidato informato è quello che sa porre le domande più pertinenti.

E per fare questo è necessaria una buona preparazione. Le domande che dovrai fare dovranno avere il giusto focus.

Queste domande devono riguardare solo ed esclusivamente il lavoro che svolgerai e l’azienda, niente che concerne la sfera personale.

Le migliori domande che puoi fare riguardano la cultura aziendale, i tuoi compiti quotidiani, in modo da non avere sorprese nella tua prima settimana di lavoro, in caso fossi assunto.

Per preparare queste domande dovrai leggere attentamente l’annuncio di lavoro e raccogliere informazioni sull’azienda dal sito ufficiale, dai profili social, o dalle news su questa o che riguardano il settore in cui opera.

Le domande possono darti anche l’opportunità di mettere in luce le tue qualità, competenze o la tua esperienza e dimostrare al selezionatore che sei un ottimo match per quel ruolo.

Quante domande dovrai fare?

Dovrai preparare un minimo di 4-5 domande precise, ovviamente se ne hai di più il recruiter lo apprezzerà. Ma l’importante è non andare sotto le 4.

Perché? Perché il selezionatore potrebbe, indirettamente, rispondere ad alcune delle domande che hai preparato già nel corso del colloquio. Di conseguenza, ti ritroveresti alla fine di questo senza domande da porre.

Quali domande fare?

Nel preparare le tue domande dovrai concentrarti su alcune specifiche aree da indagare. Ecco alcune categorie per le domande da fare ad un colloquio:

Il ruolo: compiti e requisiti

Sicuramente conosci il ruolo che svolgerai se sarai assunto grazie all’annuncio di lavoro, ma c’è qualcosa che non viene menzionato e che vuoi sapere? Che cosa farai esattamente? Il tuo ruolo evolverà?

Per quanto riguarda i requisiti, fai delle domande per sapere se è necessario che tu faccia qualcosa prima di cominciare il lavoro, come un particolare training o un corso. Chiedi anche quando dovrai cominiciare.

La struttura aziendale

Fai domande che hanno l’obiettivo di indagare un poco sull’azienda. Ti potrai informare sulle persone che lavorano lì, sul dipartimento o team in cui sarai inserito.

È importante che tu sappia per chi lavorerai, e non intendo solo il tuo responsabile, ma la compagnia in generale. Sicuramente hai fatto ricerche e hai raccolto un buon numero di informazioni, ma ci sono dettagli che non puoi ricavare dalle ricerche e che possono esserti spiegati solo da qualcuno all’interno dell’azienda.

Le aspettative

Come svolgerai il tuo lavoro se verrai assunto è molto importante e così lo sono le aspettative delle persone che ti assumeranno. Il modo migliore per raggiungere gli obiettivi
che l’azienda si aspetta da te è quello di sapere, fin da subito, quali sono questi obiettivi.

Che cosa vogliono che tu faccia? Quali goals dovrai raggiungere? Come saranno valutate le tue performance?

Le possibilità di crescita

Una volta che avrai chiesto quali sono gli obiettivi che dovrai raggiungere nel tuo ruolo, potresti chiedere che cosa ti spetta se effettivamente li raggiungerai. Ci saranno possibilità di crescita e avanzamenti?

Ricorda di assicurarti che la posizione offerta sia in linea con i tuoi obiettivi di carriera e ti permetta di raggiungerli, se questo è ciò che desideri. Non credo tu voglia essere assunto e poi scoprire che per te non c’è possibilità di crescita all’interno di quel contesto lavorativo.

Le persone

Ti interesserà avere qualche informazione sulle persone con cui lavorerai. Chi saranno i tuoi colleghi? Lavorerai in un team? È molto importante che tu sappia con chi trascorrerai il tuo tempo. Il miglior lavoro al mondo può facilmente trasformarsi nel peggiore se ti trovi a dover sopportare persone che creano problemi.

La cultura aziendale

Questo è un altro importante aspetto di cui devi tenere conto, ovvero la cultura aziendale in cui lavorerai. Che tipo di compagnia è? Quali sono gli aspetti positivi del lavorare lì? Quali i negativi? Ai dipendenti è permesso avere uno stile casual o vige la formalità?

La missione e la visione

Con queste domande indaghi più approfonditamente gli obiettivi dell’azienda. Su cosa si basano questi obiettivi? È cambiata l’azienda negli ultimi anni o ha sempre la stessa missione e visione di ciò che fa?

Il tempo di attesa

Una volta che avrai fatto tutte le domande sul ruolo e l’azienda, ci sono poi una serie di domande che puoi fare e che riguardano i tuoi step post colloquio. Magari ti sembra che il colloquio sia andato bene e tu sei soddisfatto delle informazioni che hai avuto. Ora cosa ti aspetta? Quali step successivi dovrai affrontare? Quali sono le tempistiche.

È molto importante fare queste domande non solo per mostrare al selezionatore il tuo interesse e il tuo entusiasmo per la posizione, ma anche per te, per sapere quanto dovrai attendere prima di avere feedback senza lasciarti prendere dallo stress del silenzio dopo il colloquio.

Esempi di domande da fare ad un colloquio

Sulla base delle categorie che abbiamo visto nei paragrafi precedenti, ecco quali sono le domande che puoi fare ad un colloquio di lavoro:

  • Può descrivermi la giornata tipo di questo ruolo?
  • Se verrò assunto per questa posizione, cosa ci si aspetterà da me?
  • Quali sono le sfide maggiori per questo ruolo?
  • Quante persone lavorano in azienda?
  • A chi dovrò riportare per le mie attività?
  • Come saranno valutate le performance dei dipendenti?
  • Qual è, secondo lei, uno degli aspetti migliori del lavorare in questa compagnia?
  • Chi occupava in precedenza la posizione? È un nuovo ruolo?
  • L’azienda offre opportunità di sviluppo professionale?
  • Com’è cambiata l’azienda negli ultimi anni?
  • Quali sono gli obiettivi dell’azienda da qui a 5-10 anni?
  • C’è qualche dubbio sulle mie qualifiche?
  • Quali sono i prossimi step della selezione?
  • Quando posso aspettarmi di avere sue notizie?

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Linee guida sulle domande da fare

Non dovrai necessariamente fare ogni singola domanda descritta sopra, o coprire tutte le categorie. Tuttavia, dovrai avere delle buone domande pronte per il selezionatore. Segui questi consigli per preparare la tua lista di domande.

Evita le domande che riguardano “strettamente” te: questo tipo di domande danno al selezionatore un messaggio sbagliato, come se tu fossi sopra il datore di lavoro. Sono le domande che riguardano, ad esempio, lo stipendio, le ferie, i bonus e altre concessioni. Potrai sicuramente affrontare questi temi più avanti nella selezione, ma durante il colloquio assicurati di dimostrare al recruiter che sei un buon match per quella posizione e come l’azienda può beneficiare dalla tua assunzione.

Fai una domanda alla volta: evita di fare domande composte da più parti. Ogni domanda deve avere il suo preciso scopo, dev’essere diretta e concisa.

Evita di fare domande a risposta chiusa “SI” o “NO”: a questo tipo di domande solitamente si può rispondere cercando nel sito aziendale. Non sprecare le tue domande, fai quelle che creano un dialogo tra te e il tuo interlocutore e che sciolgono ogni tuo dubbio.

Fai domande su diversi temi: abbiamo parlato delle categorie proprio perché è fondamentale che le domande che poni al selezionatore abbiano il focus su diversi aspetti del lavoro, non solo su uno. Inoltre, fare domande che hanno un solo soggetto potrebbe insospettire il selezionatore. Ad esempio, se gli chiedessi solo del management e dei responsabili potrebbe pensare che hai problemi con le figure autoritarie.

Evita le domande troppo personali: stabilire una connessione con il tuo interlocutore, una sorta di intesa durante il colloquio, è una cosa buona, ma cerca di non farti prendere dalla confidenza e fare domande che non sono di dominio pubblico o che non sono necessarie a te per il ruolo o per conoscere l’azienda. Non fare domande che riguardano la famiglia, la sua vita privata, eccetera.

Esempi di domande da evitare

  • Che cosa fa la compagnia? (Non presentarti al colloquio senza aver fatto le giuste ricerche!!)
  • Se avrò il lavoro, quali saranno le mie ferie? (Prima di fare domande su ferie, bonus, stipendio aspetta che l’azienda voglia offrirti il lavoro o aspetta che sia il tuo interlocutore a parlarne)
  • Posso cambiare il mio orario se avrò il lavoro? (Se hai bisogno di organizzarti per gli orari dovrai aspettare una volta che ti sarà fatta l’offerta o uno dei tuoi interlocutori ne parli)
  • Come sono andato? Pensate di offrirmi il lavoro? (Non essere impaziente e non sembrare disperato, aspetta che sia l’azienda a comunicartelo)

Mettendo in pratica queste dritte e consigli il selezionatore rimarrà piacevolmente colpito dall’accuratezza delle tue domande e dalla tua professionalità. Quindi, preparati al meglio e in bocca al lupo!

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