Colloquio di lavoro: domande trabocchetto

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Scritto da Paolo Fieni

 

Prepararsi per un colloquio di lavoro significa essere pronto a rispondere alle domande più frequenti, che quasi tutti i selezionatori pongono ai candidati.

Un’ottima preparazione, però, consiste nell’essere preparato a rispondere anche alle domande più ingannevoli.

Durante un colloquio di lavoro, infatti, è probabile che il tuo interlocutore ti faccia almeno una o un paio di domande trabocchetto, e se sarai in grado di rispondere efficacemente anche a queste, conquisterai il selezionatore.

Alcune sono semplicemente delle domande trabocchetto a cui dare una risposta sincera e precisa, altre vengono fatte per metterti sotto i riflettori e vedere come reagisci. Ci sono poi domande che non hanno una risposta giusta o sbagliata: il loro scopo è valutare come ragioni e come arrivi alla soluzione.

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Perché le domande trabocchetto sono importanti?

Le domande trabocchetto hanno uno specifico obiettivo: quello di permettere al selezionatore di farsi un’idea migliore di chi sei, qual è la tua personalità e se sarai un buon match per la compagnia.

Il selezionatore sa che molto probabilmente hai fatto pratica per rispondere al meglio alle tradizionali domande di lavoro, cercherà di metterti alla prova con domande più ingannevoli per conoscere veramente la tua personalità e ipotizzare che tipo di dipendente sarai se verrai assunto.

Uno dei modi migliori di rispondere alle domande trabocchetto è quello di raccontare al recruiter aneddoti ed esempi specifici delle tue precedenti esperienze lavorative, concentrando il focus delle tue risposte su come queste esperienze ti hanno formato e reso un candidato ideale per l’azienda.

Il selezionatore non può credere semplicemente alla bontà delle tue parole, ha bisogno che tu gli fornisca esempi e dettagli di come hai utilizzato le tue abilità in precedenza, di come ti sei comportato in una particolare situazione sul luogo di lavoro e di come sei in grado di agire di fronte a circostanze sfidanti.

Come per le domande di un colloquio attitudinale o comportamentale, i racconti di episodi avvenuti sul posto di lavoro ti aiutano a convincere il selezionatore di essere un buon candidato.

Le domande trabocchetto più frequenti e come evitare di cadere nella trappola

Ecco le 10 domande trabocchetto più comuni di un colloquio di lavoro, qual è il loro obiettivo e come non cadere nella trappola del selezionatore.

Sei il tipo di lavoratore che controlla le mail anche in vacanza?

La trappola: da un lato, vuoi essere il perfetto candidato che si mostra dedito al lavoro e appassionato. Dall’altro, il selezionatore sa che la salute e il benessere dei dipendenti è la chiave per continuare ad avere successo sul lavoro e vuole assicurarsi che tu sappia prenderti cura di te fuori dall’ufficio.

Il Burn-out (ovvero lo stress lavorativo che porta all’esaurimento) è più comune di quanto si pensi e non dipende da quanto è forte una persona, siamo umani e necessitiamo di riposo e serenità.

La risposta migliore: afferma la tua dedizione al lavoro e l’impegno a portare a termine i tuoi compiti, ma allo stesso tempo, afferma di essere consapevole che il benessere psico-fisico è essenziale per il successo professionale.

Questa posizione è simile agli altri lavori che stai considerando?

La trappola: il selezionatore può avere due obiettivi quando ti pone questa domanda. O vuole scoprire in quali altre aziende stai facendo domanda, oppure vuole avere un’idea più chiara e precisa di quali sono i tuoi obiettivi di carriera.

Questa domanda è un buon modo per il selezionatore di comprendere quali sono i risultati professionali che vuoi raggiungere.

La risposta migliore: se stai facendo domanda per una serie di posizioni lavorative molto diverse tra loro, non menzionarle e non fare i nomi delle aziende. Se lo facessi, il selezionatore potrebbe pensare che le tue skill e i tuoi interessi puntino in tutt’altra direzione rispetto a quella che gli/le hai fatto credere, o che ti accontenteresti di un lavoro qualunque.

È buono avere molte abilità che si adattano a differenti posti di lavoro, ma è meglio far capire al selezionatore che hai in mente uno specifico ruolo.
Fortunatamente, con questo tipo di domande è accettabile che tu risponda in modo generico e non totalmente dettagliato.

Qual è la tua più grande debolezza?

La trappola: il primo passo per risolvere un problema è ammettere di averlo. Tuttavia, il problema non deve compromettere le tue performance lavorative.

Quando il selezionatore ti fa questa domanda, vuole sapere se conosci i tuoi limiti e se stai lavorando per migliorarli. Inoltre, vuole assicurarsi che il tuo difetto non sia un freno per il lavoro che dovrai svolgere.

La risposta migliore: tutti abbiamo delle debolezze ed è ok menzionarne alcune su cui devi lavorare. Ma non parlare di una debolezza che potrebbe far pensare al selezionatore che non sei il candidato giusto per quel ruolo. Parla di qualcosa che non andrà a compromettere la tua immagine di buon candidato.

Se potessi lavorare per una specifica azienda, quale sceglieresti?

La trappola: il selezionatore con questa domanda cerca di capire quanto sei convinto del ruolo e dell’azienda per cui ti stai candidando. Vuole inoltre capire in quali altri posti stai pensando di candidarti.

Molti candidati sono in difficoltà a rispondere a questo tipo di domande perché non sanno decidere se stare in silenzio o menzionare altre compagnie, magari colossi, con cui hanno già sostenuto dei colloqui di lavoro.

La risposta migliore: non menzionare aziende specifiche. È come se fossi ad un appuntamento romantico con una persona e ti chiedesse: “se potessi avere un appuntamento con qualcuno, chi sceglieresti?”. Facendo il nome di altre persone sicuramente lui/lei ci rimarrebbe male.

Per rispondere alla domanda, metti il focus su come la compagnia per cui stai facendo il colloquio è la tua prima scelta ed enfatizza come quella posizione si inserisce perfettamente nei tuoi obiettivi di carriera.

Perchè vuoi lavorare qui?

La trappola: il selezionatore vuole sapere che hai fatto le giuste ricerche riguardo all’azienda e hai valutato il perché ti interessa quel particolare lavoro, piuttosto che un altro. Cosa ti attrae di quella posizione in quella specifica azienda?

La risposta migliore: non dire che vuoi lavorare lì solo perché c’è il benefit della palestra, il caffè gratis, e un dress-code casual. Assicurati che la tua risposta abbia un vero significato.

Mostra entusiasmo quando rispondi e parla di come i valori dell’azienda siano anche i tuoi, come appoggi, rispetti e condividi la missione e il lavoro della compagnia. Dopodiché, puoi aggiungere qualche dettaglio che riguarda il lavoro che andrai a svolgere se verrai assunto, le tue aspirazioni e cosa ti aspetti dal ruolo.

Dove ti vedi tra 5 anni?

La trappola: il recruiter (e il datore di lavoro) non vuole investire nell’assunzione e nella formazione di un dipendente che non vuole rimanere in azienda, o che ha intenzione di cambiare percorso di carriera.

Anche se sta diventando sempre più comune per le persone rimanere in un posto di lavoro per tanto tempo, non devi permettere che il selezionatore abbia il minimo dubbio sul tuo impegno e la dedizione per quel ruolo.

La risposta migliore: la migliore risposta che puoi dare al selezionatore è quella che dimostra la tua volontà di crescere nel tuo ruolo e di migliorare sempre. I datori di lavoro vogliono assumere dipendenti motivati e che hanno la passione per il lavoro che svolgono che li spinge ad apprendere costantemente per diventare sempre più bravi.

Tieni a mente che il recruiter dopo aver ricevuto la tua risposta, potrebbe chiederti quali sono nello specifico i tuoi obiettivi. Quindi, prepara 2 o 3 punti chiave che hai individuato come tuoi goals professionali.

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Che cosa pensi che i tuoi referenti direbbero di te?

La trappola: il recruiter vuole vedere se sei insicuro riguardo ai tuoi referenti e se cederai alla tentazione di dire qualcosa di negativo sulle tue esperienze lavorative passate o sulla tua capacità di avere successo nel ruolo.

La risposta migliore: detto semplicemente, non cadere nelle trappola, sii sincero ma non troppo. In nessuna circostanza dovresti fornire informazioni o dettagli negativi sulle tue precedenti esperienze lavorative.

Sono sicuro che tu abbia inserito nel curriculum i contatti di coloro che hanno acconsentito ad essere tuoi referenti e di conseguenza, nessuno di loro vorrà parlare male di te.

Quale parte del ruolo offerto ti sembra la più sfidante per te e perché?

La trappola: hai le qualifiche e le abilità giuste come dici di avere? Quando studi un annuncio di lavoro, trovi sicuramente aspetti che sai di poter gestire al meglio, e altri che ti spaventano e che per te sono più difficili da affrontare.

Il selezionatore vuole sapere se i tuoi punti di forza sono in grado di permettere all’azienda di raggiungere gli obiettivi.

La risposta migliore: una bugia riguardo alle tue competenze e capacità ti perseguiterà dopo il colloquio, quindi meglio essere onesto.

Usa la tua risposta come un’opportunità di prensentarti come un candidato che è sempre pronto per affrontare nuove sfide e che è disposto a migliorare e ridefinire le proprie skills per far fronte alle necessità dell’azienda.

Parlami di un lavoro che è il tuo sogno.

La trappola: nella maggior parte dei casi, la passione e una grande motivazione generano produttività. La dedizione porta al successo. Il selezionatore vuole capire se davvero vuoi investire in questo ruolo, o se vedi il lavoro semplicemente come un ripiego che ti assicuri un guadagno mentre cerchi qualcosa di migliore.

Allo stesso tempo, il recruiter vuole sapere se ami il lavoro stesso o solo l’idea del lavoro. Mi spiego meglio, solo perché un lavoro ti sembra adatto a te, è buono per la tua reputazione e la tua immagine, non vuol dire che amerai svolgere le attività quotidiane che esso richiede.

La risposta migliore: il lavoro per cui ti stai candidando è il tuo sogno? Se si dillo con entusiasmo e spiega perché. Vuoi convincere il selezionatore che investirai completamente nel tuo ruolo e che non trascorrerai la giornata sognando ad occhi aperti un altra posizione lavorativa.

Se il lavoro per cui ti stai candidando potrebbe rivelarsi quello davvero perfetto per te allora puoi tatticamente pianificare una risposta.

Consigli per rispondere alle domande trabocchetto

  • Preparati a rispondere a domande che riguardano il motivo per cui hai lasciato il lavoro o vuoi lasciarlo. Queste sono tra le domande più difficili di un colloquio. Cerca di essere onesto quando rispondi, evita di parlare male dell’azienda, dei tuoi capi e dei tuoi colleghi, anche se le circostanze che hai vissuto non sono state positive. Metti il focus su cosa speri di trovare nel tuo nuovo lavoro e che mancava nel precedente.
  • Se sei stato licenziato prepara una risposta adeguata per affrontare l’argomento. È importante avere una buona strategia per rispondere efficacemente, senza vergogna e con sincerità. Il miglior modo per gestire la situazione è quello di dare una risposta semplice, positiva, chiudendo con una nota ottimista. Mostrare che sei pronto e carico per una nuova esperienza, una nuova direzione, nella tua vita distoglie l’attenzione dai dettagli negativi sul tuo licenziamento.
  • Preparati a non avere una risposta. Durante un colloquio di lavoro le domande sono molteplici e varie, perciò dovrai accettare il fatto che, nonostante la tua completa preparazione, non sempre avrai una risposta pronta. Pensa a come puoi gestire la situazione e come puoi prendere tempo per pensare. Fai attenzione a non dare risposte a caso che potrebbero compromettere la tua candidatura.
  • Non andare nel panico quando non hai una risposta in testa subito. In questi casi il tuo obiettivo sarà quello di prendere tempo. Chiedi chiarimenti se questi fossero necessari e se non fossi soddisfatto della risposta che hai dato, utilizza la lettera di ringraziamento post colloquio per chiarire meglio la tua risposta e aggiungere dettagli importanti.
  • Ricorda che l’entusiasmo e l’intraprendenza contano. Il più delle volte il selezionatore ti pone domande trabocchetto per vedere come sai a gestire i cambiamenti, le sfide nuove e impreviste, quanto sei veloce ad adattarti e a reagire nel contesto lavorativo.

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