6 miti sul colloquio di lavoro

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Scritto da Paolo Fieni
 

Sostenere un colloquio di lavoro può essere stressante per molti candidati.

Tanti si sentono intimiditi dalla persona che hanno davanti, vogliono fare bella figura perché desiderano fortemente quel posto di lavoro e temono di non saper rispondere adeguatamente alle domande del selezionatore.

Insomma, la tensione è alta e le possibilità di sbagliare aumentano.

Tuttavia, ci sono diverse idee errate che ruotano intorno al colloquio di lavoro e che quindi possono compromettere le tue performance di fronte al selezionatore.

In questo articolo, vediamo di sfatare 6 falsi miti limitanti che riguardano il colloquio di lavoro.

I 6 falsi miti sul colloquio di lavoro

1) Non puoi prepararti al colloquio di lavoro

Moltissimi candidati sono convinti che prepararsi per un colloquio di lavoro sia impossibile.

Ritengono infatti che non sia possibile prepararsi perché non si sa con esattezza quali saranno le domande del selezionatore, perché non si sa con precisione cosa l’azienda sta cercando, perché è difficile confrontarsi con gli altri candidati di cui non sai niente.

Insomma, per tanti, il colloquio di lavoro è lasciato al caso.

Sbagliatissimo.

Ho creato un corso e aiutato centinaia di persone a prepararsi adeguatamente per sostenere un colloquio di lavoro, perché anche se non sai chi avrai di fronte durante il colloquio e non sai con assoluta certezza quali domande ti farà il selezionatore, la verità è che anche il colloquio segue delle regole e ci sono degli aspetti importanti su cui puoi fare leva per conquistare il recruiter.

 

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    Una buona preparazione non è solo importante, ma è fondamentale per superare un colloquio e aumentare le tue chance di essere assunto.

    Il tuo atteggiamento di fronte al selezionatore conta più delle tue esperienze e quanto le cose che dici. Più sei sicuro di te e fiducioso che quel posto di lavoro sia adatto a te più convincerai anche il recruiter.

    E per mostrarti sicuro serve una cosa importante: la pratica. La preparazione.

    Ecco alcuni consigli essenziali per prepararti:

    • rileggi l’annuncio di lavoro
    • cerca informazioni sull’azienda
    • rivedi le domande più frequenti;
    • prepara le tue risposte;
    • esercitati a rispondere ad alta voce e con sicurezza.

    Se non sai come prepararti adeguatamente, quali sono le domande più frequenti e come rispondere in modo efficace al selezionatore iscriviti al mio corso completo su come sostenere un colloquio di successo.

    2) Gli altri candidati sono più qualificati di te, quindi il colloquio è inutile

    Se anche tu hai questo pensiero in testa, fai a te stesso questa domanda: se sono già escluso dalla selezione, perché mi hanno contattato?

    Ti assicuro che ne il selezionatore ne l’azienda vogliono perdere tempo, tutt’altro.

    Se sei stato chiamato a sostenere un colloquio di lavoro significa che l’azienda sta considerando la tua candidatura come valida ed è interessata a conoscerti.

    Tu rientri tra i possibili candidati da assumere. Questa è la realtà.

    Se ti presenti al colloquio di lavoro con la convinzione che sei già fuori dalla selezione, la verità è che comunicherai questo messaggio: che non ti reputi un candidato valido.

    E questo tuo pensiero si tradurrà nel tuo atteggiamento al colloquio di lavoro. La tua prospettiva, il modo in cui vedi te stesso e la possibilità di essere assunto contano enormemente.

    Sono le tue convinzioni che ti rendono sicuro o meno. E come abbiamo detto poco fa, la tua sicurezza in te stesso è fondamentale per convincere il recruiter che quel posto è perfetto per te.

    Non preoccuparti se pensi di essere meno qualificato degli altri candidati. Ti basta sapere che se sei stato chiamato per il colloquio, questo vuol dire che sei sufficientemente qualificato per ottenere quella posizione.

    Puoi giocarti tutte le tue carte durante il colloquio di lavoro.

    3) Al colloquio devi solo parlare in modo generale delle tue esperienze – tanto è tutto scritto sul tuo curriculum

    Uno degli errori più comuni, e pericolosi, che la maggior parte delle persone commette è quello di dare risposte ampie e generiche al selezionatore.

    Il colloquio di lavoro non è solo un modo per conoscere i candidati e comprendere la loro personalità.

    È anche un modo per approfondire la loro storia professionale, entrare nei dettagli e scoprire quali situazioni hanno affrontato sul posto di lavoro, come si sono comportanti in determinate occasioni, quali sono i loro obiettivi di carriera, eccetera.

    Da questo puoi dedurre che il selezionatore non è interessato solo a quello che tu hai scritto nel curriculum ne è interessato a conoscere le tue esperienze professionali in modo superficiale.

    Vuole entrare nel dettaglio della tua carriera professionale.

    Per questo è importante che tu sia preciso e diretto nelle risposte che dai al selezionatore, parlando di fatti concreti e non semplicemente facendo affermazioni.

    Le generalizzazioni non ti aiuteranno a essere assunto.

    Inoltre, non commettere l’errore di pensare che visto che il selezionatore ha letto il tuo curriculum conosce la tua storia e sa chi sei.

    Moltissime volte i recruiter analizzano velocemente il profilo di un candidato, altre volte, alcuni dei presenti al colloquio non hanno nemmeno letto il curriculum.

    Per queste ragioni, quando parli della tua storia lavorativa non essere timido. Fornisci i dettagli più importanti ed entra in profondità per far capire alle persone che hai di fronte che candidato sei.

    Sii specifico ed elabora con attenzione le tue risposte.

    4) Non c’è bisogno che tu conosca l’azienda, il selezionatore ti darà tutte le informazioni di cui hai bisogno

    Questo è un’altra convinzione limitante e comune a molte persone sul colloquio di lavoro. Ovvero, che non ci sia bisogno di conoscere l’azienda, perché tanto sarà il recruiter a parlartene durante l’intervista.

    Tra i motivi per cui è importante conoscere l’azienda e aver raccolto informazioni su di essa prima del colloquio, c’è sicuramente il fatto che il selezionatore potrebbe chiederti esplicitamente cosa sai dell’azienda.

    E a fine colloquio, con tutta probabilità, concluderà chiedendoti se hai domande da fare.

    Se farai scena muta di fronte a queste domande, la verità è che il selezionatore non sarà colpito da te, ne penserà che hai un vero interesse per quel ruolo.

    Qualsiasi candidato che non si informa sul posto di lavoro che potrebbe ricorprire o che non ha domande da fare per sciogliere i suoi dubbi e assicurarsi che quello sia il posto giusto per lui/lei, viene considerato un candidato svogliato e disinteressato.

    E questo è il messaggio peggiore che puoi dare al selezionatore.
    Anche se durante il colloquio pensi che il recruiter abbia risposto a tutte le tue domande, preparare altre domande da fare ti consente di fare la giusta impressione.

    Oltre a queste buone motivazioni, ci sono altre ragioni che spiegano perché è importante che tu conosca l’azienda.

    Ricorda che non è solo il selezionatore a fare una scelta, anche tu scegli se quel posto di lavoro e quell’azienda sono adatti a ciò che stai cercando.

    Se non conosci l’azienda, la cultura, gli obiettivi di questa, in generale l’ambiente di lavoro in cui potresti essere assunto in futuro, come fai a capire se è in linea con i tuoi valori e le tue aspirazioni?

    Ci sono tantissimi candidati che accettano un posto di lavoro e poi si lamentano delle condizioni in cui lavorano pensando “se lo avessi saputo prima non avrei scelto questo posto”.

    Per quanto tu non possa sapere se un lavoro è perfettamente adeguato – in tutto e per tutto – alle tue esigenze, avere più elementi possibili prima di decidere è il modo migliore per fare una scelta.

     

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      5) Il selezionatore sa che sei interessato alla posizione altrimenti non saresti al colloquio

      Un altro errore che molti candidati commettono durante il colloquio di lavoro è quello di non mostrare il giusto entusiasmo e interesse nei confronti della posizione.

      Ricorda che i datori di lavoro vogliono assumere persone che vogliono lavorare per loro e per quella azienda.

      Vogliono sapere che sei interessato all’organizzazione e perché. Quindi, preparati a parlarne all’inizio del tuo colloquio di lavoro e alla fine di questo, quando avrai raccolto tutte le informazioni per decidere se quello può essere il ruolo adatto a te.

      Mentre lo fai, cerca di essere sincero e genuino, il selezionatore riesce a riconoscere il finto entusiasmo, quindi assicurati di dimostrare che quella posizione significa tanto per te se effettivamente è così.

      6) Il selezionatore ti pone domande trabocchetto per coglierti in fallo

      Durante un colloquio di lavoro può capitare che il selezionatore decida di farti domande un pò più ingannevoli rispetto alle tradizionali.

      Le cosiddette domande trabocchetto che i candidati tanto temono.

      Quello che la maggior parte dei candidati non comprende è che il recruiter, quando fa questo tipo di domande, non ha l’obiettivo di far “inciampare” un candidato, tutt’altro.

      Il selezionatore vuole invece avere una più chiara prospettiva del candidato che ha di fronte. Vuole conoscere la sua personalità e per questo gli fa domande a cui probabilmente non si è preparato, e domande per cui non esiste una risposta giusta o sbagliata.

      Quindi, il selezionatore non ti fa domande trabocchetto perché è tuo nemico e nemmeno si aspetta una risposta precisa. Vuole essere in grado di valutare meglio la tua personalità, il tuo modo di pensare e il tuo atteggiamento.

      Tuttavia, è possibile gestire e rispondere efficacemente alle domande trabocchetto di un colloquio di lavoro e te lo spiego dettagliatamente nel mio corso sul colloquio. Per iscriverti trovi il link qui di seguito.

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        Quante volte, pur sapendo di essere un ottimo candidato (se non addirittura il migliore), il colloquio è andato male e non hai ottenuto alcuna proposta?

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        Ho perfezionato questo metodo in quasi 10 anni di consulenze di carriera e in 15 anni di selezione. Ad oggi, gli insegnamenti di questo corso hanno permesso a centinaia di persone di ottenere benefici immediati nella carriera e, di conseguenza, nella vita personale.


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