Le risposte strategiche di un colloquio di lavoro: la guida

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Scritto da Paolo Fieni

 

Qual è il modo migliore per rispondere alle domande del selezionatore? In questo articolo capirai come formulare le risposte di un colloquio di lavoro per convincere il recruiter che sei il candidato che sta cercando.

La prima cosa che devi tenere a mente è che dovrai essere attento e discreto. La sincerità nelle tue risposte è fondamentale, tuttavia, non dovrai farti prendere la mano rivelando informazioni che il selezionatore può non gradire.

Questo discorso si applica soprattutto per le domande che riguardano le tue precedenti esperienze lavorative e i tuoi responsabili, capi e colleghi.

Durante un colloquio di lavoro è facile lasciarsi trasportare dalla confidenza che si crea con il recruiter e cadere nella trappola delle domande del selezionatore, specialmente le domande trabocchetto.

Per questo, dovrai assicurarti di prestare attenzione alle cose che dici, al modo in cui rispondi, ai dettagli che fornisci, e anche al tuo linguaggio del corpo, che molte volte comunica più delle tue parole.

Il selezionatore ha il compito di farsi un’idea il più chiara possibile dei candidati: deve assicurarsi che la persona che verrà inserita in azienda sarà in grado di svolgere il ruolo al meglio e che i suoi obiettivi di carriera siano in linea con la visione e la “mission” della compagnia.

Perciò, cercherà di scavare a fondo nella tua storia, vorrà comprendere la tua personalità, quali sono le tue idee, per assicurarsi che si crei il giusto match tra te e l’azienda.

Vediamo in che modo puoi preparare la risposte del colloquio di lavoro e fare colpo sul selezionatore.

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Consigli per prepararti a rispondere

Raccogli informazioni sul ruolo e l’azienda: prima di presentarti al colloquio, fai ricerche approfondite sull’azienda e la posizione offerta. Più cose sai, più sei in grado di adattare la tue risposte alle necessità della compagnia e del ruolo che andrai a ricoprire.

Fai pratica: allenati a rispondere ad alta voce per acquisire sicurezza e mostrarti disinvolto di fronte al selezionatore. Se sei a tuo agio, il selezionatore penserà che hai fiducia nelle tue capacità e nel fatto di essere un buon candidato per quel posto.

Conosci i fatti citati nel tuo curriculum: sembra un consiglio banale, ma la realtà è che moltissimi candidati non ricordando dove hanno lavorato e per quanto tempo. Devi essere in grado di rispondere prontamente e in modo dettagliato alle domande del recruiter sul tuo percorso professionale, o il selezionatore potrebbe pensare che stai inventando la risposta o che non ti sei preparato adeguatamente perché non ci tieni.

Prenditi il tuo tempo: non avere fretta quando rispondi alle domande del selezionatore. Pensa attentamente a come formulare la risposta prima di dire qualcosa di cui poi ti potresti pentire.

Porta degli esempi: quando rispondi alle domande di un colloquio non è sufficiente che tu faccia delle affermazioni. Dovrai portare esempi concreti e specifici di situazioni che hai affrontato sul posto di lavoro e di come le hai gestite grazie alle tue capacità e ai tuoi punti di forza. Se vuoi esercitare questo punto ti invito a leggere anche colloquio attitudinale.

Condividi i tuoi risultati: molti candidati sono timidi e hanno paura di risultare arroganti se parlando degli obiettivi raggiunti sul lavoro. La realtà è che parlare dei tuoi risultati aiuta il selezionatore a capire che sei un candidato capace e che potrai portare benefici all’azienda. Perciò, menziona i tuoi successi senza vergogna.

Crea un match tra te e l’azienda: non basta menzionare le tue qualità, le tue competenze e la tua formazione, per convincere il recruiter che sei quello giusto per quel ruolo. Dovrai parlare di come le tue abilità creano un match con i requisiti dell’azienda e ti permettono di svolgere il lavoro al meglio. Per questo studia attentamente la posizione e le necessità della compagnia.

Non divagare: le migliori risposte di un colloquio di lavoro sono quelle dirette e concise. Il selezionatore non vuole perdersi nei tuoi racconti, se andrai fuori tema non riuscirà ad avere le informazioni di cui ha bisogno, e tu sarai penalizzato. Quindi, quando rispondi, vai dritto al punto e sii breve.

Chiedi chiarimenti: se sei incerto sulla domanda che il recruiter ti pone, chiedi chiarimenti prima di rispondere. È giusto fare domande, altrimenti rischierai di dare una risposta che non soddisfa l’interesse del selezionatore.

Sii positivo: il selezionatore scaverà a fondo nella tua storia e potrebbe farti domande che ti mettono a disagio (domande trabocchetto). È importante che le tue risposte siano sempre focalizzate sul positivo della situazione, sulle soluzioni, sulle lezioni che hai appreso superando le difficoltà. Ci sono sempre momenti critici sul posto di lavoro, per il selezionatore è importante vedere che tu sia in grado di affrontarli con positività.

Sii professionale: le tue risposte devono riguardare solo ed esclusivamente le tue abilità e skills professionali. Non parlare della tua vita privata, o di problemi logistici che si potrebbero creare a causa della famiglia, dei figli, se otterrai il lavoro.

Non parlare male delle tue esperienze precedenti: anche se, in passato, ti sei trovato ad affrontare un capo difficile, un collega pessimo, dei clienti maleducati, non parlare mai male delle tue precedenti esperienze lavorativa. Metti piuttosto il focus su come hai risolto la situazione, come hai gestito i conflitti e sei in grado di far fronte alle circostanze più sfidanti.

Sfrutta la lettera di ringraziamento dopo colloquio: se deciderai (come è consigliabile) di inviare una mail di ringraziamento al selezionatore dopo il colloquio, puoi sfruttare questa per menzionare informazioni o chiarire meglio alcune tue risposte se non hai avuto occasione di farlo durante l’incontro.

Domande frequenti e risposte strategiche

Ecco di seguito una lista di 8 domande frequenti e come formulare le risposte ad esse.

1. Mi parli di lei

Questa è una delle domande più comuni di un colloquio di lavoro, solitamente la prima domanda del selezionatore.

In realtà più che una domanda si tratta di un invito a presentarti. La tua risposta è la tua occasione per condividere con il recruiter qualche informazione sulla tua storia, i dettagli più significativi del tuo percorso professionale.

È anche un buon modo per distinguerti dagli altri candidati. Per saperne di più leggi l’articolo dedicato a come rispondere alla domanda Mi parli di lei.

2. Dove si vede tra 5 anni?

Molti candidati tremano di fronte a questa domanda, pensando di dover rivelare chissà quale ambizione. La realtà è che il selezionatore non si aspetta necessariamente che tu dica che vuoi diventare responsabile o dirigente dell’azienda.

Se il ruolo per cui ti sei candidato non è per una posizione come responsabile o manager, il recruiter non è particolarmente interessato alle tue doti manageriali.

Facendoti questa domanda il selezionatore vuole sapere quali risultati sarai in grado di portare in azienda, se hai intenzione di rimanere, come ti aspetti che evolva il tuo ruolo e se pensi di poter realizzare i tuoi obiettivi di carriera nella compagnia.

Fai capire al recruiter su quali aspetti del lavoro vorresti concentrarti per crescere professionalmente, quali sono i tuoi goals e a cosa aspiri.

3. Perché dovremmo assumerla?

Per rispondere a questa domanda concentrati sulle necessità dell’azienda: devi assicurare al selezionatore che possiedi tutti i requisiti richiesti per quel posto e menzionare qualche altro tuo punto di forza che ti aiuterà a portare valore all’azienda.

Il recruiter vuole sapere che non solo, incontri tutti gli standard della compagnia, ma che possiedi degli asset importanti per contribuire a raggiungere importanti obiettivi.

Puoi anche menzionare una skill a cui il datore di lavoro, preparando l’annuncio, non ha dato importanza ma che nella tua esperienza professionale è stata essenziale per permetterti di avere grandi risultati.

Aver imparato una lezione nei precedenti lavori e condividerla con il selezionatore – e quindi l’azienda – è un plus molto importante per un candidato.

4. Perché vuole questo lavoro?

Nella risposta a questa domanda dovrai esprimere la tua motivazione e l’entusiasmo per la possibilità di essere assunto.

Anche se alcune delle ragioni per cui vuoi quel posto di lavoro sono la location, la retribuzione, gli orari lavorativi, i benefit o i bonus, cerca di parlare di motivi strettamente legati al ruolo e all’azienda.

Devi menzionare gli elementi che faranno capire al selezionatore che sei pronto per fare un buon lavoro, che hai passione e che svolgerai il tuo ruolo con dedizione.

Fai capire al recruiter che la posizione offerta è esattamente ciò che tu vuoi come prossimo step nel tuo percorso di carriera. Parla di come il ruolo soddisfi i tuoi bisogni dal punto di vista professionale e come le tue conoscenze e abilità saranno sfruttate al meglio nell’azienda.
Il selezionatore vuole sapere se per te questo posto significa qualcosa o se, in realtà, sei disposto ad accettare qualsiasi tipo di lavoro.

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5. Cosa sa dell’azienda?

Questa domanda è una sorta di test per il candidato. Il selezionatore, sulla base di come rispondi a questa domanda, si fa un’idea migliore dell’interesse che hai nei confronti della posizione in azienda.

Se ciò che sai sulla compagnia è molto poco, il recruiter dedurrà che non hai un grande desiderio di lavorare lì.

I candidati che sono entusiasti riguardo alla prospettiva di essere assunti solitamente conducono ricerche approfondite su quello che potrebbe essere il loro futuro impiego. Perciò, se vorrai fare colpo sul selezionatore dovrai dimostrargli/le che hai raccolto il maggior numero di informazioni sull’azienda.

Questo significa che non puoi limitarti a guardare il sito dell’azienda. Dovrai leggere articoli, cercare i profili dei dipendenti, tenerti aggiornato sulle news, seguire i profili social della compagnia.

6. Come mai vuole lasciare il lavoro?

Fai attenzione alle cose che dici quando rispondi a questa domanda, il selezionatore cerca di individuare dei campanelli di allarme nella tua risposta.

Ovviamente, se rispondi dicendo che odi il tuo attuale capo o la compagnia, il recruiter penserà che sei un candidato problematico e che, probabilmente, avrai difficoltà anche con il tuo futuro datore di lavoro e il contesto lavorativo.

E, se dicessi che il motivo per cui vuoi cambiare lavoro è che non sei soddisfatto della tua attuale retribuzione, anche in quel caso, il selezionatore avrà dei forti dubbi su di te.

Anche se quelli sopra citati sono motivi ragionevoli per decidere di lasciare il lavoro, parlare male delle tue precedenti esperienze o far intendere che la tua spinta al cambiamento siano i soldi, non sono le ragioni che il selezionatore vuole sentire da te.

Dovrai spiegare e assicurare al recruiter che ciò che ora non hai nel tuo attuale lavoro lo troverai in quel posto per cui stai sostenendo il colloquio.

Attenzione: puoi menzionare aspetti che non vuoi ritrovare nel nuovo lavoro, consapevole del fatto che, il selezionatore, potrebbe dirti che questi saranno presenti nel posto per cui ti sei candidato. In quel caso, capirai che l’azienda e il lavoro non incontrano i tuoi bisogni. La sincerità, in molte situazioni, ti può salvare dal rischio di trovarti in un contesto lavorativo che non è adeguato a te.

7. Perché ha lasciato il lavoro?

Questa domanda è capace di mettere sotto pressione un candidato. Anche perché, nella maggior parte dei casi, non si lascia un lavoro finché non si ha un’altra proposta.

Tuttavia, gli imprevisti accadono e le circostanze sono diverse per ognuno di noi.

Hai lasciato il lavoro perché non avevi tempo a sufficienza per cercarne uno nuovo e sostenere i colloqui? O forse l’azienda per cui lavoravi stava fallendo e non hai voluto sprecare tempo aspettando l’ultimo giorno prima della chiusura…

Sicuramente, ci sono ragioni comprensibili che costituiscono delle necessità:

  • un trasferimento in un’altra città;
  • ragioni familiari o di salute;
  • condizioni lavorative difficili o insoddisfacenti (attenzione a come spieghi queste e cosa menzioni).

La chiave per rispondere a questa domanda è non dilungarsi ed essere diretto. Più includi dettagli più hai la possibilità di dire qualcosa di scomodo.

8. Qual è il suo più grande punto di forza?

Il tuo più grande punto di forza da menzionare durante un colloquio è quello di cui l’azienda ha bisogno. Quello essenziale per ottenere buoni risultati nel lavoro.

Non parlare di qualcosa che per l’azienda e il datore di lavoro è irrilevante. Ad esempio, se sai tenere buoni rapporti con i clienti, ma il ruolo offerto non prevede che tu abbia contatti con loro, questa non è una skill importante d citare.

Puoi avere diversi punti di forza ma devi sceglierne uno o un paio significativi per la compagnia. Parla di un’abilità che ti permetterà di avere ottime performance e farà crescere l’azienda.

Come fare una buona impressione

Ricorda che oltre a rispondere dovrai porre tu qualche domanda al recruiter, per sciogliere i tuoi dubbi e per dimostrare che hai interesse e vuoi conoscere ogni dettaglio del tuo potenziale lavoro.

Inoltre, concludi il colloquio chiedendo se il selezionatore ha dubbi su di te o vorrebbe avere qualche chiarimento.

Ti suggerisco di farlo dopo aver posto le tue domande in modo che tu possa dire al selezionatore che sei convinto che la posizione sia giusta per te e che vuoi quindi assicurarti che anche il recruiter abbia la stessa sensazione positiva.

Il recruiter ti dirà se c’è qualcosa che non lo ha convinto totalmente o se ha bisogno di ulteriori chiarimenti riguardo a un particolare argomento di cui avete parlato. Potrebbe essere la tua occasione per menzionare qualcosa di importante che avresti voluto dire.

Il tuo obiettivo, durante il colloquio di lavoro, è quello di differenziarti dagli altri candidati e fare in modo che il selezionatore si ricordi di te, in modo positivo. Anche quando rispondi alle domande che, a tuo parere, sono meno rilevanti, mostrati entusiasta e fornisci sempre dettagli delle esperienze che hai vissuto. Continua a leggere questo articolo per sapere come rispondere alle domande comportamentali di un colloquio.

Per preparare le tue risposte, ti consiglio di fare una lista delle domande più frequenti e, per ognuna di loro, appuntare quali sono le esperienze e i tuoi punti di forza, le abilità, di cui vuoi discutere durante il colloquio.

Dopo il colloquio è consigliabile inviare una mail di ringraziamento al selezionatore, questa è per te un’ulteriore opportunità per chiarire alcune delle risposte che hai dato, per aggiungere informazioni e per allegare lavori o progetti che mettono in luce la tua unicità.

Per sapere come scrivere una mail di ringraziamento leggi qui.

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