Come si svolge un colloquio di lavoro (2020)

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Scritto da Paolo Fieni 

Una fase importante nella ricerca del lavoro è il colloquio.

Un’intervista che il candidato sostiene con uno o più selezionatori o dipendenti dell’azienda per cui si è candidato.

Il colloquio di lavoro è un’ottima occasione per il selezionatore, per valutare quanto sei qualificato per la posizione offerta.

Anche se la durata di un’intervista di selezione e le domande fatte dal recruiter possono variare molto, i colloqui hanno generalmente una struttura molto simile tra loro.

La vediamo in questo articolo in modo che tu sappia cosa aspettarti dai tuoi prossimi colloqui di lavoro.

INDICE

 

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    Che cos’è un colloquio di lavoro?

    Se non ne hai mai sostenuto uno, è bene fare chiarezza su cosa sia nel concreto un colloquio di lavoro.

    Si tratta di un incontro in cui ti viene chiesto di rispondere a differenti domande sulla tua storia professionale, le tue qualifiche, le tue competenze, la tua motivazione e i tuoi obiettivi di carriera.

    Questo con l’obiettivo di comprendere se sei un buon match per l’azienda.

    Potresti sostenere il colloquio di lavoro con una o più persone a seconda delle preferenze dell’organizzazione.

    Allo stesso modo, la selezione potrebbe richiedere diversi step, molteplici colloqui che confermano al selezionatore che sei il giusto candidato per quel ruolo.

    I colloqui potrebbero svolgersi di persona, via telefono o video, oppure in gruppo – tu e un gruppo di candidati intervistati allo stesso momento.

    Se sai già quale tipo di intervista dovrai sostenere clicca sul link per leggere l’articolo dedicato a ognuna di queste casistiche.

    Se invece sai che sarai chiamato a sostenere un tradizionale colloquio di lavoro, continua a leggere.

    Il processo pre-colloquio di lavoro

    Prima di sostenere il colloquio, avrai già avuto modo di parlare con il recruiter o la persona con cui sosterrai il colloqui.

    Avrai inviato il tuo curriculum, la tua lettera di presentazione e, in alcuni casi, altri progetti o documenti rilevanti per il lavoro.

    Se il selezionatore penserà che potresti essere un buon fit, ti contatterà per sostenere il colloquio.

    In questo scenario, potrebbe voler fissare un colloquio di lavoro formale o chiederti di fare una chiacchierata via telefono o via video.

    In quest’ultimo caso, significa che il selezionatore vuole saperne di più prima di passare allo step successivo.

    Sii pronto a rispondere a domande generali che riguardano il tuo background e la tua esperienza.

    E preparati anche per motivare il tuo interesse per la posizione per cui ti sei candidato.

    In ogni caso, il fatto che tu sia stato contattato dovrebbe infonderti sicurezza. Il selezionatore ti ha chiamato perché ti ha visto come un possibile match per l’azienda.

    Svolgimento del colloquio di lavoro

    Anche se ogni azienda decide lo svolgimento del proprio processo di selezione, la struttura del colloquio è generalmente la stessa.

    Quando arrivi all’ufficio dove sosterrai il colloquio, comunica chi sei e perché ti trovi lì.

    Molto probabilmente ti verrà chiesto di aspettare qualche minuto il recruiter.

    È importante che in quel momento tu non ti metta a messaggiare o a guardare il telefono.

    Dimostra invece che ti stai preparando per fare una buona figura al colloquio.

    Una volta che incontrerai il selezionatore, mostrati cordiale e attento, partecipa alla conversazione e, anche se senti la tensione, cerca di essere a tuo agio e comunicare fiducia in te stesso.

    Il selezionatore potrebbe prima farti una breve introduzione presentandoti l’azienda o potrebbe iniziare il colloquio facendoti subito le domande.

    In qualsiasi caso, con tutta probabilità, la prima domanda che il selezionatore ti farà è “Mi parli di lei”, per rompere il ghiaccio e conoscere i punti significativi del tuo percorso professionale.

    Dopodiché, il recruiter ti porrà una serie di domande volte a indagare diversi aspetti della tua storia professionale, ad esempio:

    • domande sulla tua formazione, le tue qualifiche, i vari training, le tue competenze e come le hai acquisite;
    • domande sulla tua consapevolezza di te stesso, ovvero come vedi te, le tue qualità, i tuoi difetti, che hai individuato sul posto di lavoro;
    • domande comportamentali, mirate a comprendere come ti sei comportato in una determinata situazione passata e che indicano che atteggiamento potresti adottare in futuro in una simile situazione;
    • domande motivazionali, volte a capire cosa ti motiva e a identificare che i fattori che ti motivano siano in linea con il lavoro che potresti essere chiamato a svolgere;
    • domande su situazioni ipotetiche, dove il recruiter ti chiede come agiresti in una determinata situazione;
    • domande sui tuoi rapporti all’interno del contesto aziendale, con i tuoi colleghi, responsabili, datori di lavoro;
    • domande sui tuoi obiettivi di carriera, volte a comprendere quali sono i tuoi goal professionali.

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      Dopo averti posto le diverse domande, il selezionatore concluderà il colloquio chiedendoti se tu hai domande da porgli.

      Non sottovalutare questa fase.

      Porre domande non solo è un modo per te per sciogliere i tuoi dubbi e capire se effettivamente quella posizione è quella giusta per te, ma è anche un’ottima strategia per dimostrare al selezionatore il tuo interesse e il tuo entusiasmo per la posizione.

      In questa fase puoi mostrare inoltre, al recruiter, che hai svolto ricerche sull’azienda e che sai porre domande pertinenti e mirate.

      Una volta concluso il colloquio di lavoro, il selezionatore potrebbe darti qualche dettaglio aggiuntivo sull’azienda e il tuo ruolo o, se ci fosse l’opportunità, potrebbe decidere di presentarti qualcuno dei tuoi potenziali futuri colleghi.

      Per sapere cosa aspettarti e prepararti alla fase “post-colloquio” chiedi al selezionatore quali saranno i prossimi step della seleziono e se sa darti indicazioni riguardo alle tempistiche del processo.

      Assicurati di ringraziare il selezionatore per il suo tempo e per la chance di aver sostenuto il colloquio di lavoro. Le buone maniere ti aiutano a distinguerti dagli altri candidati.

      Dopo il colloquio

      Subito dopo il colloquio, la cosa migliore da fare è inviare una mail di ringraziamento al selezionatore o alla persona che ha condotto l’intervista di lavoro, per ringraziare nuovamente dell’opportunità che hai avuto.

      Perché è importante inviare una mail di ringraziamento?

      Perché questa mail comunica molte cose al selezionatore: che sei un candidato attento e preciso, che conosci le buone maniere e sai comportarti in modo professionale e che hai un forte interesse per la posizione offerta e ci tieni a reiterarlo nella mail.

      Il selezionatore, osservando il modo in cui ti comporti, riesce a farsi un’idea di quale sarà il tuo atteggiamento sul posto di lavoro.

      Un candidato entusiasta, preciso e professionale è ciò che ogni datore di lavoro spera di trovare.

      Inoltre, dato che non tutti i candidati sono soliti inviare una mail di ringraziamento dopo il colloquio, questo gesto ti aiuta a distinguerti e a fare in modo che il recruiter si ricordi di te.

      Se non sai come strutturare una mail di ringraziamento ti rimando qui, al mio articolo dedicato.

      La fase che segue il colloquio di lavoro è spesso molto temuta dai candidati.

      I giorni che seguono l’intervista di lavoro sono quelli in cui il selezionatore, e chiunque altro coinvolto nel processo di selezione, decide se ti sei dimostrato un buon candidato per l’azienda e puoi passare agli step successivi.

      In questa fase, anche tu dovrai fare le tue dovute considerazioni sul ruolo e l’organizzazione e la tua possibilità di lavorare in quell’ambiente.

      Molte aziende tendono a informare i candidati dopo circa una o due settimane dal colloquio di lavoro. Anche se alcune possono avere tempi più lunghi.

      Considera che, in media, un processo di selezione dura 30-40 giorni.

      Ma queste tempistiche possono variare a seconda del tipo di azienda e di selezione.

      Per questo è importante che a fine colloquio tu chieda dettagli su cosa aspettarti dal processo.

      Una volta che l’azienda si metterà in contatto con te, potrebbe esserti richiesto di sostenere un secondo colloquio e, in alcuni casi, anche un terzo.

      Oppure, se la posizione per cui hai fatto domanda non richiede un alto livello di seniority, e l’organizzazione ha urgenza nel concludere il processo di assunzione, potresti essere convocato per ricevere direttamente l’offerta di lavoro.

      Se trascorse due settimane dal colloquio non dovessi ricevere notizie dall’azienda, puoi provare a metterti in contatto con la persona con cui hai sostenuto l’intervista.

      Chiedere aggiornamenti sullo status della tua candidatura è perfettamente lecito, quindi, non avere paura di “disturbare”.

      Anche a come strutturare una mail per chiedere aggiornamenti ho dedicato un articolo completo che trovi qui.

      Ricorda che indipendentemente dall’esito del colloquio, sostenere un’intervista di lavoro non è mai una perdita di tempo.

      Ti consente di fare pratica e diventare sicuro di te di fronte al recruiter, e soprattutto, ti permette di comprendere quali posizioni e quali aziende sono il miglior match per te, le tue abilità e i tuoi obiettivi di carriera.

      Come avrai notato leggendo l’articolo, ho strutturato un corso che ti aiuta a prepararti nel modo giusto per il colloquio di lavoro, comprendendone le dinamiche, conoscendo le domande del selezionatore e come rispondere efficacemente ad esse.

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