Domande da fare al secondo colloquio di lavoro

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Scritto da Paolo Fieni
 

Se stai leggendo questo articolo, significa che sei stato richiamato per sostenere un secondo colloquio di lavoro e quindi, complimenti!

Ottenere un secondo colloquio significa aver fatto un’ottima impressione con il selezionatore durante il primo colloquio di lavoro ed essere sempre più vicino a ricevere una potenziale offerta di lavoro.

Tuttavia, non devi sottovalutare un secondo colloquio di lavoro e, come per il primo, devi essere preparato per conquistare il selezionatore, il datore di lavoro, o chiunque altro incontrerai.

Potresti incontrare, infatti, persone diverse rispetto a quelle che hai conosciuto nel tuo primo colloquio, ad esempio: manager dell’azienda, il tuo potenziale responsabile, il datore di lavoro, un tuo collega.

Avrai l’opportunità di conoscere professionisti che lavorano direttamente nell’azienda e che quindi possono rispondere più dettagliatamente alle tue domande sulla compagnia, il tuo ruolo e il lavoro in generale.

Inoltre, è importante che, durante il secondo colloquio, tu non ripeta le stesse domande fatte al primo colloquio, ovvero domande a cui il selezionatore ha già risposto.

Le domande che farai potranno essere più specifiche, esattamente come lo saranno quelle che i tuoi interlocutori faranno a te.

Il secondo colloquio di lavoro, come il primo, è una strada a doppio senso: come il tuo interlocutore cercherà, attraverso domande dirette, di comprendere se sei il giusto match per l’azienda e la posizione, anche il tuo obiettivo è quello di determinare se la compagnia è adatta a te e ai tuoi goals professionali.

Inoltre, fare domande dettagliate e specifiche ti permette di mostrare il tuo interesse e il tuo entusiasmo nei confronti della posizione offerta e dell’azienda.

Ricorda che i datori di lavoro vogliono assumere candidati che conoscono l’azienda, i prodotti o servizi, che voglio svolgere al meglio il loro ruolo e che sono in linea con la missione e i valore della compagnia.

Fare le giuste domande ti consentirà di trasmettere questi elementi ai tuoi interlocutori.

Vediamo quali sono le migliori domande da fare al secondo colloquio di lavoro.

INDICE

 

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Le 8 migliori domande da fare al secondo colloquio di lavoro

1) Qual è la sfida più grande che questo ruolo prevede?

Molti candidati, durante il colloquio, cercano di evitare di parlare di situazioni scomode o sfidanti.

Per questo, se prenderai l’iniziativa e sarai tu ad affrontare il discorso sulle sfide che dovrai gestire sul posto di lavoro, dimostrerai al selezionatore che non hai paura di queste.

Parlare apertamente anche degli aspetti più complessi del lavoro, comunica che sei un candidato attento ad ogni dettaglio del ruolo, che vuoi essere consapevole di ciò che ti aspetta se verrai assunto e che sei pronto a prenderti la responsabilità anche dei compiti più ardui.

Inoltre, questa è un’occasione per te per sapere esattamente cosa sarai chiamato a fare e decidere se il ruolo è davvero adeguato a te, le tue competenze, le tue abilità.

Una volta che il selezionatore risponderà a questa domanda, puoi fare un parallelo con le tue precedenti esperienze o qualifiche per dimostrare che saresti in grado di gestire queste difficoltà.

2) Può parlarmi del suo stile manageriale?

Idealmente, il secondo colloquio sarà condotto da un manager aziendale o dal tuo responsabile. Per questo, una domanda che indaga lo stile manageriale non può mancare.

In realtà, anche se ti dovessi trovare davanti a qualcun altro, una domanda di questo tipo non solo ti aiuta a capire come si comporteranno i tuoi responsabili nei tuoi confronti, ma ti permette anche di comunicare che sei consapevole del fatto che ci siano differenti stili manageriali e che non hai paura di scoprire se l’azienda fa davvero al caso tuo.

Il modo migliore per prepararti a fare una domanda così è fare qualche ricerca sui diversi stili manageriali, per farti un’idea di questi ed essere in grado di sostenere la conversazione con disinvoltura.

3) Se dovessi essere selezionato per la posizione, quando dovrei cominciare?

Ogni candidato ha il disperato bisogno di sapere quando la decisione sarà presa, ma le aziende non amano sentirsi sotto pressione, soprattutto perché ci sono differenti compiti e scadenze che la compagnia deve rispettare.

La selezione di un candidato è soltanto una delle tante incombenze dell’azienda.

Con questa domanda, però, è come se comunicassi alla compagnia che vuoi conoscere le tempistiche perché vuoi rendere il miglior servizio possibile e aiutare l’azienda.

Sostanzialmente è un win-win: tu ottieni informazioni sui tempi che ti devi aspettare, mentre la compagnia vede la tua dedizione al lavoro e la tua disponibilità.

4) Quali sono gli obiettivi di medio e lungo termine della compagnia riguardo ai prodotti, servizi e al business stesso?

Questa domanda ti consente di valutare se ci sono progetti per espandere e sviluppare l’azienda in futuro, il che, per te, potrebbe significare l’opportunità di crescere professionalmente e di coprire ruoli di maggiore responsabilità.

Per il selezionatore, o chiunque condurrà il colloquio, questa domanda dimostra che vuoi essere a conoscenza dei piani futuri della compagnia, che sei interessato ad avere una visione più ampia di quello che potrebbe essere il tuo posto di lavoro e non ti interessi solo individualmente al tuo ruolo.

5) Come saranno valutate le mie performance nel ruolo?

Essere valutati non è sicuramente per molti la parte più divertente del lavoro, proprio per questo, fare domande al tuo intervistatore riguardo al modo in cui sarai valutato dimostra che non sei spaventato dalla possibilità di essere giudicato.

Fare una domanda di questo tipo, ti permette anche di avere un’idea generale sulle promozioni e su quanto velocemente potresti ottenere un premio o ricevere un aumento di stipendio.

6) Come descriverebbe il suo dipendente ideale?

Se, a questa domanda, dovessi ricevere una risposta come “qualcuno che non si lamenta”, potresti supporre che tra il management e lo staff non ci siano grandi relazioni.

Se invece il tuo potenziale datore di lavoro, o un manager, ti descrivesse quali sono le caratteristiche che cerca in un candidato da assumere, potresti creare un link tra queste e le tue qualità, per dimostrare che sei il giusto candidato per quel ruolo.

7) Vede qualche buco nelle mie qualifiche o esperienze che avrò bisogno di colmare per svolgere la posizione al meglio?

Questa domanda è strategica per te. Ti consente di chiedere, in modo cortese e non esplicito, se ci sono dei motivi per i quali non dovresti essere assunto.

Con la risposta che avrai, otterrai un feedback che ti permetterà di comprendere quali sono i punti deboli della tua candidatura che, se non otterrai questo lavoro, saprai andare a colmare per le tue prossime candidature.

Se invece il recruiter, o il datore di lavoro, non faranno commenti sugli aspetti che meno convincono del tuo profilo, il tuo interlocutore sarà forzato ad ammettere che sei adeguatamente qualificato per quel ruolo.

In quel caso, se poi non dovessi ottenere il lavoro, sarà perché altri elementi hanno convinto il recruiter che non eri il giusto match per l’azienda.

8) Se avrò successo nel mio ruolo, quali miglioramenti o cambiamenti spera che io porti nella compagnia?

Questa domanda non solo dimostra al tuo interlocutore che hai tutto l’interesse a svolgere la tua posizione nel miglior modo possibile, ma che vuoi anche assicurarti di portare benefici alla compagnia.

Vuoi conoscere l’impatto che puoi avere nell’azienda ed essere certo di contribuire come il management si aspetta da te.

Inoltre, questa domanda ti permette di intuire quali sono i maggiori problemi e le difficoltà che il tuo ruolo prevede e sapere quindi cosa aspettarti dalla posizione che potresti andare a ricoprire.

Altre domande da fare al secondo colloquio di lavoro

Che cos’altro posso dirle riguardo alle mie qualifiche per la posizione?

Quali sono le 3 principali qualità e abilità che sta cercando nella persona da assumere?

Come descriverebbe la cultura aziendale?

Quante persone lavorano in questo dipartimento e nell’intera struttura?

Qual è la sfida più grande che sarà da affrontare nei primi sei mesi in questo ruolo?

Secondo lei, in che modo chi ricoprirà questa posizione potrò dare un impatto all’azienda?

Che aspetto le piace di più del lavoro in questa azienda?

Posso provvedere a inviarle altri contatti delle mie referenze?

Qual è il prossimo step di questo processo di selezione?

Quando si concluderà la selezione?

Consigli per il secondo colloquio di lavoro

Prepara una lista di domande (come quelle elencate precedentemente) da chiedere al selezionatore. Preparati, inoltre, a rispondere alle domande più frequenti di un secondo colloquio, le puoi trovare in questo articolo, insieme a diverse indicazioni per la preparazione.

Informati sulle persone che incontrerai: una volta che ricevi la mail o la telefonata che ti comunica che sei stato selezionato per un secondo colloquio. Dopodiché puoi cercare i loro profili su LinkedIn o fare qualche ricerca sul sito aziendale per conoscere il loro background e il loro ruolo nella compagnia. In questo modo, potrai strutturare domande mirate a ciascuno di loro.

Durante il secondo colloquio

Sii coerente: probabilmente, verrai intervistato da diverse persone che potrebbero farti anche domande simili o domande che hai già affrontato nel tuo primo colloquio, per questo sii coerente nelle tue risposte. Assicurati di dare sempre la stessa versione quando ti faranno domande riguardo alla tua storia professionale, le tue esperienze e le tue abilità.

Vendi te stesso al meglio: nel primo colloquio, hai dimostrato di essere un candidato capace e in linea con la posizione. Nella tua seconda intervista, il tuo obiettivo è quello di andare oltre le aspettative degli altri su di te e mostrare perché sei il candidato perfetto per quel ruolo, cosa ti distingue dagli altri e come puoi portare un prezioso valore alla compagnia. Dato che avrai una migliore prospettiva riguardo alle responsabilità del ruolo e i bisogni dell’azienda, parla di come gestiresti la posizione facendo esempi e raccontando episodi avvenuti sul posto di lavoro che danno prova delle tue abilità.

Mostrati sicuro di te, delle tue risposte e delle tue domande: un candidato che ha fiducia in se stesso trasmette sicurezza anche al recruiter, o a chiunque condurrà il colloquio. Non ti sto suggerendo di mostrarti arrogante o come se già avessi l’offerta di lavoro assicurata, ti invito però a comportarti come chi sa di avere tutte le carte in regola per essere assunto.

Dopo il secondo colloquio

Anche se non è obbligatorio, inviare una mail di ringraziamento a coloro che condurranno il secondo colloquio è sempre consigliabile.

Ringraziare i tuoi intervistatori per il tempo che ti hanno dedicato e le informazioni che ti hanno dato comunica che sei un candidato attento e preciso.

Inviare una mail di ringraziamento ti aiuta a distinguerti e suggerisce anche che ti comporterai con la stessa professionalità sul posto di lavoro. Se vuoi sapere come strutturare una mail di ringraziamento dopo il colloquio leggi questo articolo.

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