Come promuoverti senza sembrare un imbonitore

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Scritto da Paolo Fieni

 

C’è un’arma a disposizione di ogni candidato che sostiene un colloquio. Un’arma che può aiutarti a guadagnare la fiducia e l’interesse del selezionatore, convincendolo che possiedi specifiche caratteristiche e che sei un ottimo candidato. In questo articolo parlerò di quanto potere si celi nella capacità di “rendere visibile l’invisibile“.

 

INDICE

 

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La fiducia del selezionatore è tutto

Cominciamo col dire che molte persone si sentono sicure e capaci, e questo le rende forti. Ma quando iniziano a “vendere” se stesse, ovvero devono presentare e valorizzare qualità personali e competenze, si irrigidiscono al punto da snaturarsi e mostrarsi meno o peggio di quel che in realtà sono.

Immaginando che sia proprio tu la persona che sta parlando col selezionatore e che cade in questa spirale, il problema a cui vai incontro è che da quel preciso momento – al pari di una reazione chimica – di fronte al tuo “grigiore” l’ascoltatore perde totalmente fiducia e interesse in te.

Conquistare o riconquistare la fiducia

Sappiamo però che tale fiducia si può recuperare. Ciò avviene quando chi ti ascolta prova un senso di familiarità con la storia che racconti e che ti vede protagonista. Senza un’apparente ragione, fai breccia in lui.

Su questo principio si basa la teoria psicologica della “familiarity bias”, che spiega come le persone “soccombano” più facilmente a ciò che risulta loro più familiare. Nella vita di tutti i giorni, attingono a questo stesso principio le pratiche di storytelling pubblicitario: costruiscono un senso di familiarità con l’ascoltatore per creare un legame particolare attraverso cui trasmettere informazioni, emozioni e sentimenti.

Ottenere questo risultato in un colloquio è possibile. Ma come?

L’arma segreta: i dettagli

Puoi creare un legame particolare con il selezionatore attraverso la forza dei dettagli, ovvero comunicando informazioni capaci di dare una misura o un peso a ciò che dici. La forza dei dettagli ha il potere di far capitolare il selezionatore e portarlo a credere in ciò che gli comunichi, e a valorizzarlo.

Prendiamo ad esempio il colloquio di lavoro sostenuto da Davide, un Supply Chain Manager. Anziché limitarsi a raccontare cose stereotipate come “mi sono occupato della gestione integrata dei processi logistici”, o “ho supervisionato la movimentazione e lo stoccaggio dei beni”, dovrebbe invece cominciare a descrivere le caratteristiche dei prodotti trattati dall’azienda, il numero di sedi operative sotto la sua responsabilità e la dimensione dello stabilimento in cui ha cominciato a lavorare, la dimensione del team che ha gestito, le soluzioni organizzative che ha proposto e l’anno in cui l’ha fatto, oltre al tempo e le azioni che si sono rese necessarie per la loro implementazione.

Così facendo, chi lo ascolta può letteralmente visualizzare l’ambiente in cui ha lavorato, osservare la sicurezza e la padronanza con cui parla del suo lavoro, può convincersi della bontà delle sue affermazioni, della professionalità che è in grado di esprimere.

Preparati al colloquio

Ciò che devi fare per ottenere il massimo dal tuo prossimo colloquio è pensare a qualcuna delle tue principali qualità / capacità. Senza strafare: pensa alle prime tre, quelle davvero che ti rappresentano e che hai confermato nel corso delle esperienze precedenti.

Comincia a descriverle con tutta la concretezza di cui sei capace, dimensionale ricorrendo a numerosi dettagli, e preparati a parlare nello stesso modo di queste tue caratteristiche nel corso del tuo prossimo colloquio.

Il potere dei dettagli in LinkedIn e nel Curriculum Vitae

La stessa strategia la puoi attuare all’interno del profilo LinkedIn, nella sezione solitamente chiamata “summary”, nel curriculum vitae e nella cover letter.

Ci sono numerose ricerche che mostrano come le esperienze presentante e accompagnate da una descrizione energica e ricca, restituiscono a chi le narra forza ed energia.

La cosa davvero interessante di questa “forza invisibile” è che non devi sbattere in faccia a qualcuno le tue opinioni (ad esempio “ho una forte attitudine al problem solving”) per “vendere” te stesso, ma che è proprio trasmettendo immagini, dettagli, che gli altri si convincono che possiedi quelle specifiche caratteristiche e sei un ottimo candidato.

E questa è una posizione in cui vale davvero la pena ritrovarsi!

Non dimenticare inoltre di leggere questo articolo su come dare avvio al colloquio di lavoro rispondendo in modo adeguato alla domanda: mi parli di lei. Se invece desideri più informazioni sui servizi che offriamo per la preparazione al colloquio di lavoro, scrivi un messaggio spiegandoci i tuoi dubbi e le tue esigenze, oppure dei un’occhiata ai nostri servizi.

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Quante volte, pur sapendo di essere un ottimo candidato (se non addirittura il migliore), il colloquio è andato male e non hai ottenuto alcuna proposta?

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Ho perfezionato questo metodo in quasi 10 anni di consulenze di carriera e in 15 anni di selezione. Ad oggi, gli insegnamenti di questo corso hanno permesso a centinaia di persone di ottenere benefici immediati nella carriera e, di conseguenza, nella vita personale.


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