
C’è un’arma a disposizione di ogni candidato che sostiene un colloquio. Un’arma che può aiutarti a guadagnare la fiducia e l’interesse del selezionatore, convincendolo che possiedi specifiche caratteristiche e che sei un ottimo candidato.
In questo articolo parlerò di quanto potere si celi nella capacità di “rendere visibile l’invisibile“.
Indice
- La fiducia del selezionatore è tutto
- Conquistare o riconquistare la fiducia
- L’arma segreta: i dettagli
- Preparati al colloquio
- Il potere dei dettagli
- (Bonus) Video-corso gratuito “Come rispondere alle domande del colloquio e conquistare il selezionatore”
La fiducia del selezionatore è tutto
Cominciamo col dire che molte persone si sentono sicure e capaci, e questo le rende forti. Ma quando iniziano a “vendere” se stesse, ovvero devono presentare e valorizzare qualità personali e competenze, si irrigidiscono al punto da snaturarsi e mostrarsi meno o peggio di quel che in realtà sono.
Immaginando che sia proprio tu la persona che sta parlando col selezionatore e che cade in questa spirale, il problema a cui vai incontro è che da quel preciso momento – al pari di una reazione chimica – di fronte al tuo “grigiore” l’ascoltatore perde totalmente fiducia e interesse in te.
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Conquistare o riconquistare la fiducia
Sappiamo però che tale fiducia si può recuperare. Ciò avviene quando chi ti ascolta prova un senso di familiarità con la storia che racconti e che ti vede protagonista. Senza un’apparente ragione, fai breccia in lui.
Su questo principio si basa la teoria psicologica della “familiarity bias”, che spiega come le persone “soccombano” più facilmente a ciò che risulta loro più familiare. Nella vita di tutti i giorni, attingono a questo stesso principio le pratiche di storytelling pubblicitario: costruiscono un senso di familiarità con l’ascoltatore per creare un legame particolare attraverso cui trasmettere informazioni, emozioni e sentimenti.
Ottenere questo risultato in un colloquio è possibile. Ma come?
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L’arma segreta: i dettagli
Puoi creare un legame particolare con il selezionatore attraverso la forza dei dettagli, ovvero comunicando informazioni capaci di dare una misura o un peso a ciò che dici. La forza dei dettagli ha il potere di far capitolare il selezionatore e portarlo a credere in ciò che gli comunichi, e a valorizzarlo.
Prendiamo ad esempio il colloquio di lavoro sostenuto da Davide, un Supply Chain Manager. Anziché limitarsi a raccontare cose stereotipate come “mi sono occupato della gestione integrata dei processi logistici”, o “ho supervisionato la movimentazione e lo stoccaggio dei beni”, dovrebbe invece cominciare a descrivere le caratteristiche dei prodotti trattati dall’azienda, il numero di sedi operative sotto la sua responsabilità e la dimensione dello stabilimento in cui ha cominciato a lavorare, la dimensione del team che ha gestito, le soluzioni organizzative che ha proposto e l’anno in cui l’ha fatto, oltre al tempo e le azioni che si sono rese necessarie per la loro implementazione.
Così facendo, chi lo ascolta può letteralmente visualizzare l’ambiente in cui ha lavorato, osservare la sicurezza e la padronanza con cui parla del suo lavoro, può convincersi della bontà delle sue affermazioni, della professionalità che è in grado di esprimere.
Da sapere: Le domande che il selezionatore ti fa non sono le vere domande a cui lui vuole dare risposta. Scopri subito perché la maggioranza dei candidati fallisce durante il colloquio, senza nemmeno rendersene conto. [clicca qui]
Preparati al colloquio
Ciò che devi fare per ottenere il massimo dal tuo prossimo colloquio è pensare a qualcuna delle tue principali qualità / capacità. Senza strafare: pensa alle prime tre, quelle davvero che ti rappresentano e che hai confermato nel corso delle esperienze precedenti.
Comincia a descriverle con tutta la concretezza di cui sei capace, dimensionale ricorrendo a numerosi dettagli, e preparati a parlare nello stesso modo di queste tue caratteristiche nel corso del tuo prossimo colloquio.
Da sapere: Quando un candidato meno meritevole di te supera il colloquio accade solo perché è stato più abile, furbo, scaltro o semplicemente “bravo” nell’incontro col selezionatore. Scopri subito perché la maggioranza dei candidati fallisce durante il colloquio, senza nemmeno rendersene conto. [clicca qui]
Il potere dei dettagli in LinkedIn e nel Curriculum Vitae
La stessa strategia la puoi attuare all’interno del profilo LinkedIn, nella sezione solitamente chiamata “summary”, nel curriculum vitae e nella cover letter.
Ci sono numerose ricerche che mostrano come le esperienze presentante e accompagnate da una descrizione energica e ricca, restituiscono a chi le narra forza ed energia.
La cosa davvero interessante di questa “forza invisibile” è che non devi sbattere in faccia a qualcuno le tue opinioni (ad esempio “ho una forte attitudine al problem solving”) per “vendere” te stesso, ma che è proprio trasmettendo immagini, dettagli, che gli altri si convincono che possiedi quelle specifiche caratteristiche e sei un ottimo candidato.
E questa è una posizione in cui vale davvero la pena ritrovarsi!
Non dimenticare inoltre di leggere questo articolo su come dare avvio al colloquio di lavoro rispondendo in modo adeguato alla domanda: mi parli di lei. Se invece desideri più informazioni sui servizi che offriamo per la preparazione al colloquio di lavoro, scrivi un messaggio spiegandoci i tuoi dubbi e le tue esigenze, oppure dei un’occhiata ai nostri servizi.
Da sapere: Quante volte, pur sapendo di essere un ottimo candidato, il colloquio è andato male? Esperienza, competenze e titoli non bastano a superare la selezione. Scopri subito perché la maggioranza dei candidati fallisce durante il colloquio, senza nemmeno rendersene conto. [clicca qui]
