Come superare un colloquio di lavoro (istruzioni per persone ambiziose)

Scritto da Paolo Fieni 

Come si supera un colloquio di lavoro senza scadere nei “strategie” banali, trite e ritrite, ammesso che non vi consideriate dei principianti? Ho individuato per voi due questioni chiave che dovete aver compreso prima di ritrovarvi nuovamente di fronte al selezionatore.

NB: questo articolo è tratto da un mio video su YouTube. Se senti di valere, hai ambizioni nella vita, e obiettivi che vuoi soddisfare e raggiungere, ti invito a vederlo subito. 

Indice

    Ma prima, chi sono...

    Sono Paolo Fieni, e da oltre 10 anni insegno ai candidati più ambiziosi come si scrivono CV che ottengono più colloqui, come si affrontano con successo i colloqui di lavoro, e come si fa carriera in modo etico e professionale.

    Se vuoi affrontare con sicurezza granitica ogni tipo di colloquio e di selezionatore, e vuoi smettere di essere penalizzato nonostante ti senta un buon candidato, ti consiglio di guardare subito il mio webinar gratuito sui 3 falsi miti sul colloquio che ti faranno fallire durante la tua prossima intervista di lavoro.

    Ho un approccio controverso alle HR, perché sono allergico a tutto ciò che non è concreto, pratico, utilizzabile. Quello che insegno non si basa su teorie, mode, argomenti di tendenza, ma sui risultati osservati.

    Sono abituato a lavorare con chi è determinato ad ottenere "di più" e non si piange addosso nei momenti bassi. Se non sei affamato e non pensi di valere, non contattarmi.

      Lo scopo di questo articolo

      Lo scopo di questo articolo è consentirvi di avere una visione meno ingenua e bambinesca di come si affronta con successo il colloquio di lavoro.

      Quali domande ti farà il selezionatore?

      La prima questione su cui fare chiarezza, ha a che fare con il fatto che i candidati sono convinti che il selezionatore si presenti al colloquio con una lista più o meno definita di domande. Non solo, la maggioranza dei candidati pensa che il selezionatore abbia ben chiaro in testa quali sono le risposte giuste a queste domande.

      Sarebbe ora lo capiste: sono convinzioni totalmente infondate!

      Questa confusione ha origine perché, quando avete a cuore il tal colloquio e con esso la possibilità di ottenere la tal opportunità di lavoro a cui tanto ambite, vi mettete (giustamente) a caccia di informazioni che vi aiutino ad anticipare le domande che il selezionatore vi potrebbe fare, e a costruire le vostre “risposte infallibili”.

      Tuttavia, nel fare questo, nonostante consciamente vi rendiate conto che queste “migliori risposte” non vi si addicono, e suonano false e ruffiane, vi forzate comunque ad assumerle come vostre, e le integrate nella vostra “strategia” per il colloquio.

      Nascondere la testa nella sabbia non serve a nulla: più di una volta avete avuto la sensazione che il colloquio sia stato condizionato negativamente proprio dalla pochezza di queste risposte, e dai suggerimenti che le hanno “ispirate”.

      Quel che dico è vero; per qualcuno un po’ di più, per altri un poco meno. Ma gira e rigira è un problema comune, e conviene ammeterlo: vi siete forzati a dire cose che non sentivate vostre, e questo non solo non vi ha aiutati come avreste voluto (e potuto) durante il colloquio, ma probabilmente ha peggiorato il giudizio del selezionatore su di voi.

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        Esperienze e titoli quanto valgono?

        La seconda falla nella vostra strategia per affrontare e superare i colloqui di lavoro ha a che fare con il vostro modo di valutare le esperienze lavorative, i titoli di studio e similari.

        Mi spiego. La stragrande maggioranza di voi è fortemente convinta che sono le esperienze e i titoli (lauree, master, certificazioni, ecc.) i fattori che più di ogni altra cosa vi consentiranno di superare il colloquio. Questo vi porta a confidare esclusivamente (o quasi) in ciò che avete fatto lungo il vostro percorso, o confidate negli studi che avete concluso.

        Purtroppo, pensare in questo modo equivale a portate la responsabilità del successo del vostro colloquio al di fuori della vostra responsabilità, e vi ritrovate passivi e molli con in testa parole come “quello che ho fatto ho fatto, quello che so so, di più non posso fare”.

        Ciò che ogni selezionatore vuole sentirsi dire

        Poiché pensate che il selezionatore sia principalmente interessato a verificare questa o quella particolare esperienza, finite col concentrarvi sui soli aspetti legati alle esperienze, ai titoli e alle certificazioni acquisite.  Tutto il resto vi appare una farsa, e vi ritrovate a pensare: “il selezionatore fa domande stupide, vuole risposte stupide, e pertanto gli piacerà sentirsi dire le stupide cose che vuole sentirsi dire”.

        Quanto hai letto fino ad ora è solo un assaggio di quanto rivelo gratuitamente in questo mio video su YouTube. Se senti di valere, hai ambizioni nella vita, e obiettivi che vuoi soddisfare e raggiungere, ti invito a vederlo subito.

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