Le domande e le risposte del colloquio di lavoro

Scritto da Paolo Fieni 

Lo scopo di questo articolo è aiutarvi a preparare il vostro prossimo colloquio di lavoro, ragionando in anticipo su quali saranno le domande che molto probabilmente riceverete quando sarete davanti al selezionatore.

È indubbio che ogni colloquio è diverso dall’altro. Ma vi posso assicurare che nel 99,9% dei casi il selezionatore segue sempre la scaletta che sto per svelarvi.

NB: questo articolo è tratto da un mio video su YouTube. Se senti di valere, hai ambizioni nella vita, e obiettivi che vuoi soddisfare e raggiungere, ti invito a vederlo subito e iscriverti al canale per restare sempre aggiornato.

Indice

    Ma prima, chi sono...

    Sono Paolo Fieni, e da oltre 10 anni insegno ai candidati più ambiziosi come si scrivono CV che ottengono più colloqui, come si affrontano con successo i colloqui di lavoro, e come si fa carriera in modo etico e professionale.

    Se vuoi affrontare con sicurezza granitica ogni tipo di colloquio e di selezionatore, e vuoi smettere di essere penalizzato nonostante ti senta un buon candidato, ti consiglio di guardare subito il mio webinar gratuito sui 3 falsi miti sul colloquio che ti faranno fallire durante la tua prossima intervista di lavoro.

    Ho un approccio controverso alle HR, perché sono allergico a tutto ciò che non è concreto, pratico, utilizzabile. Quello che insegno non si basa su teorie, mode, argomenti di tendenza, ma sui risultati osservati.

    Sono abituato a lavorare con chi è determinato ad ottenere "di più" e non si piange addosso nei momenti bassi. Se non sei affamato e non pensi di valere, non contattarmi.

      La “scaletta” seguita dal selezionatore

      Ogni colloquio è un mondo a sé: non esistono 2 colloqui uguali. Ma il selezionatore in qualche modo segue sempre la stessa scaletta. Nel senso che indaga sempre le stesse cose.

      Ad esempio, pensate ad una persona che intenzionata ad acquistare una macchina. Se voi andaste a parlar con i venditori d’auto, probabilmente vi direbbero che, bene o male, i clienti chiedono sempre le medesime cose. Ovviamente alcune cose saranno più gettonate di altre, ma la questione non cambia.

      L’errore che tutti i candidati commettono

      Se pensate che stia per elencarvi le solite domande (ad esempio “mi parli di lei”, “dove si vede tra 5 anni”, “perché dovrei scegliere lei”)… ecco, no, non lo farò. Perché è inutile.

      Come insegno ai miei clienti, e come spiego nel mio corso Senza Rivali Colloquio, rincorrere le singole domande è un approccio sbagliato al colloquio. Aumenterà solo la confusione.

      Primo, perché le domande sono infinte, e quindi non finirete mai di prepararvi. Pensateci bene: che senso ha rincorrere le domande possibili, se le domande possibili sono infinite? Badate bene che non mi sto contraddicendo. Gli argomenti del colloquio sono ricorrenti e prevedibili; mentre le domande sono potenzialmente infinite (nelle loro sfumature, sfaccettature, prospettive).

      Secondo, perché non avete bisogno delle risposte degli altri. Voi dovete imparare a portare voi stessi. Non gli stereotipi che vi suggeriscono. Il selezionatore vuole ascoltare voi.

      Affronti il “problema” da verso sbagliato?

      Se il vostro modo di prepararvi al colloquio è passare di video in video per raccogliere suggerimenti con cui costruire a tavolino le vostre singole risposte, state affrontando il problema dal verso sbagliato! Voi dovete imparare ad affrontare QUALSIASI domanda. E per farlo dovete smettere di fare quello che avete fatto sino ad oggi.

      Questo è proprio quello che insegno in Senza Rivali Colloquio: affrontare qualsiasi domanda, restando voi stessi, senza trasformarvi in “pinguini ammaestrati” che ripetono tutti le stesse cose.

      Se voi sentite di essere dei buoni candidati, dovete far sì che anche il selezionatore lo veda! Dovete imparare a vendere voi stessi! È più difficile da spiegare che da fare, ma vi assicuro che in Senza Rivali Colloquio rivoluziono il modo in cui vedete a affrontate il colloquio (ci sono così tante testimonianze!).  

      I selezionatori “ci sono o ci fanno”?

      Io vedo che là fuori ci sono numerose risorse sul colloquio, ma che vi danno il pesce, quando voi dovreste imparare a pescare. Se volete dare il massimo durante il colloquio, dovete prima di tutto capire come si comporta e ragiona il selezionatore.

      La confusione che vedo nei candidati è frutto di una narrativa bambinesca sul colloquio, secondo cui sembrano tutti dei cretini: i selezionatori sembrano dei debosciati che prendono le loro domande da un elenco, e si aspettano come risposta dei cliché; e i candidati sembra siano furbi e bravi solo se capiscono che i selezionatori sono debosciati, e imparano pertanto a recitare risposte stereotipate che tanto piacciono ai selezionatori.

      Se do un’occhiata al modo in cui si parla dei colloqui sembra che sia qualcosa a metà tra la presa per il culo e la farsa. Ma non è così. Il colloquio è un incontro tra persone, dove più genuine sono, meglio funziona questo incontro.

      Attenzione però che l’essere genuini non significa comportarsi come persone naïf o ingenue.

      Le domande del colloquio

      Gli aspetti su cui il selezionatore vuole fare luce sono sempre gli stessi. Non le domande; quelle sono infinite nelle loro varianti e sfumature. Gli aspetti oggetto d’indagine, invece, son sempre quelli. 

      Quindi, cambiano le domande, e cambia la loro sequenza. A volte toccano certi argomenti, altre volte no. Ma gira e rigira, le aree in cui ricadono le domande dei selezionatori sono sempre le medesime. Esattamente come per il compratore d’auto che ho preso ad esempio più sopra.

      Questi “argomenti”, che forse farei meglio a chiamare “aree”, 6 + 1. E sono ovviamente tutte ampiamente trattate in Senza Ricavali Colloquio (il mio corso che vi prepara al colloquio, e in cui in realtà c’è tanto di quel valore in quel corso che mi fa quasi rabbia non riuscire a trasmetterlo!).

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        Argomento 1 – Mi parli di lei

        Il “mi parli di lei” segna l’inizio del colloquio. Che non significa: “che opinione hai di te stesso?”. Quella è la vecchia scuola. Anzi, apriamo una piccola parentesi.

        Nel 2019 ho pubblicato un video su come si risponde alla domanda “mi parli di lei”. Si tratta di un video che ha avuto parecchio successo, sia in termini di visualizzazioni, ma soprattutto perché è stato stra-copiato perché fino a prima che io pubblicassi quel video le persone che vi spiegavano come affrontare questa domanda lo facevano dicendovi che era un momento in cui parlare di come vi valutate, delle cose che vi piacciono, delle cose che volete fare, eccetera eccetera eccetera.

        Un approccio totalmente sbagliato! Se volete saperne di più andate a vedere il video “quando il selezionatore domanda: mi parli di lei”, che è ancora assolutamente valido. E se volete andare ancora più in profondità, andate a dare un’occhiata a Senza Rivali Colloquio, perché lì c’è molto più di quello che è spiegato nel video su youtube.

        Il “mi parli di lei”, non coincide solo la prima fase di ogni colloquio, ma è anche l’unica risposta che potete realmente preparare in anticipo.

        Argomento 2 – Le esperienza di lavoro e studio

        Non vi basterà ripetere quello che avete scritto nel CV. Le esperienza sono quella scatola dentro cui il selezionatore non vede l’ora di guardarci, ma sono molti i candidati che “cadono” poiché, diversamente da come ci si aspetterebbe, hanno “dimenticato” cose importanti.

        Per questo è fondamentale la preparazione! Purché siate candidati ambiziosi che vogliono ottenere ciò che sanno di poter ottenere. Se invece vi accontentate di “stare a vedere come andrà”… contenti voi…

        Argomento 3 – Autovalutazione e consapevolezza di sé

        Non vi chiederanno solo o necessariamente tre pregi e tre difetti. In un precedente video ho spiegato che, a meno che voi non siate dei candidati “indifferenziati” (ovvero , candidati che “uno vale l’altro”), il vostro valore è anche e soprattutto determinato da come voi valutate voi stessi.

        La vostra capacità di uscire dalla vostra comfort zone professionale, di ottenere più responsabilità, o ottenere la fiducia per fare cose che non avete ancora fatto (o anche negoziare lo stipendio) hanno a che fare con quest’area.

        Argomento 4 – Relazioni dentro e fuori dall’azienda

        Il selezionatore conosce almeno in parte l’ambiente in cui sarete inseriti (se assunti): conosce i valori dell’azienda e dei vostri capi, gli stili, e tanto altro. Per questo vorrà saperne un po’ di più sugli ambienti in cui vi siete formati come persone e come professionisti, e dei rapporti che avete costruito in azienda. Ma non solo.

        Anche in questo caso, non esiste una domanda specifica. Ma se avrete fatto il giusto lavoro di preparazione, e chiarito a voi stessi prima del colloquio alcuni fatti e considerazioni, avrete gli strumenti per soddisfare la curiosità del selezionatore e portare acqua al vostro mulino. 

        Non mi stancherò mai di dirlo: anziché andare a caccia di rispostine, voi dovete preoccuparti di fare una sorta di inventario; …dovete sviscerare quelle serie informazioni che diventeranno poi la materia prima delle vostre risposte nel corso del colloquio, quando vi sarà richiesto.

        Non dovete inventare nulla che già non ci sia dentro di voi!

        Argomento 5 – Stress e pressione

        Questo argomento non si esaurisce con una domanda, tanto generica quanto improbabile, come: “come gestisci lo stress e la pressione?”. Ma potrete aver chiarito a voi stessi, prima del colloquio, fatti e considerazioni che vi daranno gli strumenti per soddisfare la curiosità del selezionatore.

        In ogni caso, la vostra abitudine allo stress si misura non certo attraverso la domandina “ma lei come gestisce lo stress e la pressione?”. Ma quanto è insopportabile e dannosa questa retorica bambinesca sul colloquio?

        Il selezionatore non fa domande simili, e se la fa non è la vostra risposta a saziare il suo bisogni di informazioni. Soprattutto se questo argomento è particolarmente importante per il selezionatore In questo caso, la risposta che gli darete avrà sicuramente bisogno di essere integrata con altre informazioni e indizi che gli consentiranno – finalmente – di dare risposta a questa domanda.

        Non so se vi rendete conto, ma la domanda che il selezionatore ha in testa NON  coincide con la domanda che vi fa a voce. Mi spiace può sembrare un discorso un po’ arzigogolato; ma rileggete quello che ho scritto, perché ha senso.

        Argomento 6 – Motivazione al cambiamento

        Questa è una parte delicata del colloquio. La vostra motivazione al cambiamento ha un peso decisivo nel successo di ogni vostro colloquio di lavoro. La questione della motivazione al cambiamento non si esaurisce con la domanda “perché è interessato a questo lavoro” o “per quale ragione dovremmo scegliere lei”. Anzi, molto probabilmente, una simile domanda nemmeno la riceverete.

        La retorica bambinesca che c’è sul colloquio fa credere che la motivazione al cambiamento in qualche modo si esaurisca con domande come “perché dovremmo assumere te”, o “perché vuoi lavorare per la nostra azienda”.

        No no! La vostra motivazione al cambiamento costituisce in un certo senso il “carburante” della vostra candidatura. Secondo la mia personale equazione del successo, il tuo d’inserimento di una persona nella nuova azienda e ruolo dipendete al 50% da questo “carburante”. 

        Argomento “+1” – Solo per alti profili 

        Scrivo “argomento solo per alti profili” perché il selezionatore ha interessa a indagare certi aspetti solo in candidati  particolari, chiamati a ricoprire ruoli di una certa responsabilità.

        Lo strumento adottato per indagare quest’area sono le domande comportamentali, volte a indagare nei candidati le capacità cognitive, realizzative e manageriali in senso stretto. Anche in questo caso, in Senza Rivali Colloquio c’è una sezione dedicata alla vostra preparazione, se rientrate in questa casistica.

        Conclusioni

        Non rincorrete le singole domande. Dovete liberarvi della visione bambinesca del colloquio che vi hanno messo in testa! Per cambiare marcia nei vostri colloqui vi serve consapevolezza, e Senza Rivali Colloquio è letteralmente una miniera d’oro; un corso che vi prepara come nient’altro là fuori. 

        Non adottate la mentalità dell’improvvisatore! Non lasciate le cose al caso! Se avete un po di ambizione: preparatevi! Imparate ad essere dei candidati alto performanti che non hanno paura del colloquio; che sanno portare e vendere loro stessi quando si trovano di fronte al selezionatore.

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